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20/02/08

Rock Will Save The World #04 - TEENAGE KICKS

Se avete impegni nelle prossime ore, nei prossimi giorni, se avete bisogno di tutte le vostre facoltà mentali, tutta la vostra concentrazione, non cliccate play. Vi avverto, non fatelo. Ho fatto l'errore di ascoltare "Teenage kicks" tre giorni fa e da quel momento non c'è spazio per nient'altro. Per fortuna sono uno sfaccendato.
"Teenage kicks" di The Undertones è la canzone catchy per eccellenza. Nata sull'onda del punk per mano di cinque ragazzetti di Derry, che nell'inferno dell'Irlanda degli anni 70 trovarono una via di fuga nella musica seguendo la strada spensierata dei Ramones più che i furori nichilistici o gli ardori rivoluzionari di altre band britanniche, è da molti considerata il singolo perfetto. Due accordi, ritmo costante e immutabile, verso, ritornello, verso, ritornello e via con un altro giro.
La semplicità e la freschezza di questo brano conquistarono il mitico dj John Peel, il cui contributo fu fondamentale per il successo del brano e del gruppo. Rimase la sua canzone preferita fino alla sua scomparsa, e anche oltre, visto che "Teenage kicks" fu suonata al funerale di Peel e che il verso iniziale, "Are teenage dreams so hard to beat" è inciso sulla sua lapide.
Non c'è praticamente gruppo rock che non abbia ripreso e omaggiato "Teenage kicks". Ma l'originale, come spesso accade, è inavvicinabile.

Rock è un ragazzino che si chiude in bagno, pensando a lei.

29/05/07

Rock Will Save The World #03 - SPEED KING



Prima una cacofonia dominata dalla vorticante chitarra di Blackmore. Poi l'inaspettata calma mistica dell'organo di Lord (amen). Quindi il miracolo: irrompe un rock così duro, così pesante, come non lo si era mai sentito prima, che diventa metal. Da roccia a metallo, la trasmutazione della materia in musica è compiuta, anche se è ancora presto perché l'esperimento sia stabile. Gli stessi alchimisti negheranno e respingeranno anche negli anni successivi l'etichetta "heavy metal", rimarcando la varietà stilistica dei brani che compongono il loro devastante trittico ("Deep Purple in Rock" 1970, "Fireball" 1971, "Machine Head" 1972). E non è metal nemmeno nel contenuto, lontano dal mondo diabolico e oscuro che i contemporanei Black Sabbath stanno forgiando. Ma con "In Rock", e con la sua apertura fragorosa, Speed King, manifesto del nuovo corso fin dal titolo, i Deep Purple impongono un'accelerazione alla crescita dell'hard rock. E' il debutto, oltre che del bassista Roger Glover, di Ian Gillian, cantante straordinario che darà la migliore prova di sè nella lunga "Child in time", più avanti nel disco, e che qui accompagna con la sua voce la corsa indiavolata della schiacciasassi più veloce di quegli anni.

Rock è pesantezza e velocità, fuorilegge della gravità.

22/05/07

Rock Will Save The World #02 - DISORDER



Oggi che mi sento come se un Alien dentro il mio stomaco avesse deciso di suicidarsi per la depressione (se appoggiaste un orecchio al mio ombelico lo sentireste singhiozzare... ma difficilmente lascio avvicinare qualcuno al mio ombelico), e c'è questo cielo che dovrebbe vergognarsi di sé stesso, è il momento adatto per abbandonarsi ai Joy Division.

Giugno 1979, nasce il sottoscritto. Del tutto ignaro (stranamente) che nel Regno Unito un altro parto altrettanto importante si è concluso, portando alla luce, ma sarebbe meglio dire "all'oscurità", "Unknown pleasure", album che definisce la gothic music insieme alle prime opere dei Bauhaus e "Pornography" dei Cure.
Gli anni 70 sono un decennio pieno di fuochi che si conclude con l'esplosione punk, grosso botto dalla vita breve ma che lascia sul campo molte macerie. Una nuova onda di musica si riversa sul terreno sgombro, ma ha molte facce e molte anime differenti. Se certi reduci del punk decidono di combattere e ricostruire caricando di significati politici il loro lavoro, altri sprofondano in un abisso di alienazione, confrontandosi con i lati più oscuri del loro animo, un tunnel senza alcuna luce in fondo.
Ian Curtis in questo tunnel ci è nato e non ne uscirà mai fino alla morte, per suicidio, a 23 anni. Affetto da epilessia come ne è affetta la musica del suo gruppo, tetra, martellante, ipnotica, tesa, spesso irrimediabilmente disperata, Curtis non crede nella cura, come il suo collega Robert Smith, ma solo nella fredda autopsia dei sentimenti.
"Disorder", traccia di apertura dell'album, richiama fin dal titolo la malattia e ci trascina dentro. E' un agguato. Morris comincia l'attacco con i colpi secchi della sua batteria, Hook ci costringe a una corsa frenetica incalzandoci col basso, Albrecht colpisce con sciabolate della sua chitarra lunare e ormai senza scampo non possiamo che arrenderci alla voce di Curtis.

I've been waiting for a guide to come and take me by the hand,
Could these sensations make me feel the pleasures of a normal man?
These sensations barely interest me for another day,
I've got the spirit, lose the feeling, take the shock away.


E' questa la musica dei Joy Division, scarna, affilata, lacerante, profonda. Una musica che ancora oggi ha una grossa influenza su molti artisti, preda della vertigine che offusca la vista, del pulsare doloroso che echeggia nel petto.

Rock è quando si è soli nel buio, anche al sole del mattino, tra la folla.

20/05/07

Rock Will Save The World #01 - LOUIE LOUIE



Nei primi anni 60 il rock invade i garage e in breve tempo il garage rock conquista le hit parade. Registrazioni da una botta e via con mezzi poveri ed esecuzioni approssimative si sprecano, dando vita all'infinito filone di produzioni alternative che continueranno nei decenni successivi col punk e l'indie.
Nel 1963 The Kingsmen registrano quella che sarà la canzone simbolo del "genere", una cover che seppellirà l'originale R&B di Richard Berry e ogni altra versione. Registrata con soli tre microfoni, la loro "Louie Louie" è l'essenza dello svacco, in cui niente va per il verso giusto. Il suono sporco, il canto biascicato e incomprensibile di Jack Ely, l'errore del batterista Lynn Easton seguito da un "Fuck!" di disappunto (l'FBI aprirà perfino un'indagine per la presunta oscenità del testo), l'entrata sbagliata dopo l'assolo di chitarra, tutto questo rende "Louie Louie" una nuova canzone, inimitabile, segno dei tempi in cui il rock 'n' roll delle belle facce pulite e dei ciuffi impomatati viene saccheggiato dagli scarmigliati abitanti delle cantine, futuri capelloni.

Rock è quando tutto va male. E meno male.

Rock Will Save The World #0


Sono arrivati gli alieni.
Stanno atterrando un po' ovunque sul pianeta e sembrebbero pacifici. Sembrerebbero, perché a quanto pare si incazzano con facilità.
Inizialmente non si riusciva a capire perché, nel bel mezzo di un tranquillo incontro del terzo tipo, mentre si conversava del più e del meno gustando cibi tipici locali, andassero senza preavviso fuori di testa squartando chiunque gli capitasse a tiro. Anche se il loro aspetto poteva fare intuire qualcosa.
Gli alieni sono verdi. Con capigliatura alla Ramone, barba alla ZZ Top e calzino da tennis a nascondere l'organo riproduttivo.
Sono atterrati anche qui a Messina, venerdì sera a Piazza Duomo. No, dico, Piazza Duomo, mica cazzi. Le ragazzine hanno immediatamente circondato l'astronave credendo si trattasse di un nuovo programma di Mtv, ma quando li hanno visti scendere in tenuta punkettosa si sono allontanate masticando con espressione disgustata le loro chewingum senza zucchero. La cosa comunque non andava male. Gli alieni scattavano foto al campanile, degustavano arancini, Birra Messina e droghe leggere in compagnia di alcuni giovini del luogo.
Poi è arrivato lui, u zaurdu (tamarro di settimo livello) alla guida della sua Punto ribassata con alettone da formula uno, neon azzurro lampeggiante e impianto stereo alimentato ad uranio. Ha sfilato per la strada lentamente mentre le sue casse pompavano a tutto volume "Vattene amore" di Minghi-Mietta. Quella musica diabolica ha avuto un effetto devastante sugli alieni che sono stati colti da una comprensibile furia omicida. Una carneficina.
Scene simili sono avvenute su tutto il pianeta.
Ma c'è una possibilità di salvezza. A quanto pare il rock ha un immediato effetto calmante sugli extraterrestri. Sul loro pianeta non hanno mai ascoltato niente di simile. Il loro abbigliamento è dovuto esclusivamente al cattivo gusto. Così adesso le sorti del pianeta non sono in mano a scienziati occhialuti, politicanti untuosi o militari testecalde, ma a un gruppo di sfigati cazzeggiatori patiti del rock tipo me e lui.
L'ultimatum degli alieni: 25 canzoni per spiegare cos'è il rock (perché solo 25? perché gli alieni hanno tecnologie aerospaziali avanzatissime ma non sono ancora riusciti a realizzare lettori mp3 da più di 150 mb).
Sarà dura, ma lo faccio per il pianeta.

E potrei estendere la missione ad alcuni tra voi incastrandovi in una catena di Sant'Antonio, ma sono sicuro che gente responsabile come ABS, vitor o bbicenzo non abbia bisogno di simili mezzucci e ognuno stilerà la sua lista di buon grado (sì, col cazzo!)