Alle medie io e 3 miei amici creammo un fumetto, gli "Absurd Heroes", che avrebbe potuto far crepare d'invidia Frank Miller. I protagonisti eravamo noi stessi, con le nostre identità segrete, i nostri superpoteri e le nostre sbalorditive avventure. Ogni albo era un corposo volumetto in formato "quaderno a quadretti" in copia unica, periodicità "ogni morte di Papa", costo inquantificabile. Il processo creativo era rivoluzionario: uno di noi disegnava alcune pagine e poi lo passava a un altro che faceva lo stesso, e via così. La pubblicazione di questa serie (per un totale di due/tre numeri) continuò anche nei primi anni del liceo per poi interrompersi tra lo sconcerto e la disperazione dei fans.
Da allora non sono più stato in un fumetto.
Stanotte, dopo essere stato spennato come al solito a poker ma avendo mantenuto comunque il buon umore, passo nel
blog del grande Mak e SORPRESA... eccomi là! Marco mi ha onorato infilandomi in una delle sue strip... a parte i capelli da Rain Man, sono proprio io.
A chi ancora non avesse visto quel blog consiglio di rimediare e poi non potrà più farne a meno. Mak ha un talento incredibile e uno spirito unico. Constatate di persona e così avrete la certezza che con queste righe non sto semplicemente "ricambiando il favore".
Intanto io sono di nuovo un fumetto.
E me la godo.