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04/12/07

La salvezza dello sSpirito



Rovistando tra un mucchio di scartoffie in un armadio, ho sbattutto il grugno contro il mio "periodo Bukowski". Lo vissi da ragazzino, approssimativamente dopo il mio "periodo Chandler" e prima del "periodo Carver" ed ebbe come frutto una serie di racconti per organi caldi, colmi di parolacce, sesso e filosofia alcolica. Ero un 14enne che si fingeva un vecchio scrittore maledetto per sfogare le sue frustrazioni adolescenziali nei momenti vuoti tra una sega e l'altra. Bukowski fu come un frontale con un tir, al di là dei contenuti adoravo il suo stile unico, musicale, sincopato. Inoltre imparai tantissimi sinonimi per l'organo sessusale femminile.
Dalla pila di cartaccia è saltato fuori un racconto che avevo completamente dimenticato. Comincia così:

nove lattine sul pavimento sporco. una decima in mano, mezza vuota.
mezza piena? no no, mezza vuota.

Con quale incredibile maestria l'autore riesce, in sole due righe, a darci un'idea dell'ambiente e dello stato fisico e mentale del protagonista, oltre che del suo carattere!
Comunque... La storia è questa. Il protagonista, uno scrittore di nome Charles Brosky, passa la prima pagina e mezza a bere e a trattenere la vescica. Poi ha un'allucinazione: un lampo bianco, quindi l'apparizione di un uomo, dal naso grosso e con indosso una tunica, che mette il piede su una lattina e sbatte il culo a terra. L'allucinazione persiste e Brosky comincia a temere che si tratti di un pazzo pericoloso che, tra l'altro, parla in maniera curiosa. Brosky esce di casa e monta in auto e il Nasone si materializza come per magia sul sedile posteriore, facendo quasi prendere un colpo al nostro protagonista. Scopriamo finalmente che Nasone non è altri che Dante Alighieri, venuto per ricondurre Brosky sulla retta via. I due finiscono in un localaccio, vengono avvicinati da due donnine intraprendenti e Brosky fa ingurgitare a Dante un po' di bumba, per farlo sciogliere.
Il vecchio Dan ci prende gusto, manda giù una serie di whisky, fino a ritrovarsi svenuto sul pavimento. Brosky lo carica in auto e, giunto dinanzi casa, prova a farlo rinvenire. D'un tratto Nasone comincia a brillare e a levitare, subito sobrio, e un'altra apparizione illumina la scena.
Ma lasciamo che sia il racconto a parlare, qui riportato senza alcuna correzione o censura (che fortunelli che siete!).

lassù in mezzo alla luce c'era una Donna, incredibile. ne avevo, ne ho viste tante nella mia vita. le ho guardate da tutti i lati, da vicino, in tutti i punti più preziosi e belli che hanno. me la sono spassata, altre volte ci ho sofferto e ho preso il volo. ne ho viste di bellezze.
ed ecco quella Donna come una stella sulla mia testa, incredibile, indescrivibile.
Il mio veder fu maggio che 'l parlar mostra, ch'a tal vista cede.
Nasone levitò piano piano.
La Donna parlò: - C'è stato un errore maledizione. Ti abbiamo mandato dal tizio sbagliato. Ma come ti sei ridotto, che razza di angelo sei?
lo afferrò per un orecchio, Nasone gemette. poi scomparvero, la notte inghiottì la luce.
gridai: - MI DISPIACE AMICO!!!
La Donna era pur sempre una donna.
tutto sommato mi era andata bene. entrai in casa. accesi la luce.
sulla mia poltrona c'era un tizio con un cappuccio e una lunga tunica rossa. sorseggiava del whisky.
chiusi la porta e ne presi un po' anch'io.
- sei il mio angelo? quello giusto?
- Sì.
- piacere, Charles Brosky.
gli porsi la mano. la strinse.
- Giovanni Boccaccio.
- davvero?
- Sì.
- cazzo. sei sempre stato tu il mio preferito.
bevve il suo whisky e io bevvi il mio. lanciati a folle velocità verso la salvezza.

25/10/07

Tu partorirai senza dolore!

Oggi mi è capitata una cosa bella che non mi capitava da tempo, o che addirittura non mi era capitata mai. Qualche ora fa, mentre guidavo sotto un cielo grigio sputacchiante, mi è venuta un'idea per una sceneggiatura, una storia breve, massimo tre tavole, pensavo.
Al centro c'era un dialogo che mi si snodava in testa, incurante dei semafori e dei pedoni.
Tornato a casa mi sono messo davanti a questo monitor e ho buttato giù questo dialogo, che in realtà assomiglia più a un monologo, perché... be', c'è un motivo valido, giuro.
Quindi ho aperto word e ho cominciato a stendere la sceneggiatura. Liscia, facile, (semplice?), dritto come un treno, godendomela tutta mentre mi si dipingeva sotto gli occhi. E qualche minuto fa ho terminato. Cinque tavole (col trucco) in tutto.
Dall'ideazione alla conclusione in tre ore, a me, uno degli esseri creativamente (per non dire mentalmente) più lenti del pianeta, non era mai capitato. Record personale.
Allora farà schifo, diranno alcuni di voi.
Ma schifo farai tu, risponderò io.
Dal titolo alla fine in un sol boccone, è un'abbuffata che mi ci voleva.

03/09/07

Un ultimo salutino...

...che domani pomeriggio parto. Spero di riuscire a connettere il portatile il più presto possibile, senza problemi. Spero che questo trasferimento mi vada meglio del mio primo, nella nebbiosa Bologna. Io le partenze le soffro sempre, inutile negarlo.
Comunque makkox mi fa un bel regalo d'arrivederci, postando sul suo blog (mentre scrivo) la prima puntata di Domeniche, storia da me scribacchiata e da lui illustrata e attesa da tempo dai fan di mezzo mondo (l'altrà metà sono stupidi ignoranti invidiosi che gli puzza l'alito).
Qui da me troverete niente popòdimenoché degli splendidi extra, chicche per collezionisti che nel giro di qualche anno potrebbero valere milioni.
Ma siccome le pubblico sul blog non varranno un cazzo.
Si parte col primo extra adesso!

30/08/07

Campione del mondo!

Per la storia toccante e minimalista, che è stata ottimamente raccontata usando in modo maturo le potenzialità espressive del fumetto, riuscendo a coinvolgere emotivamente il lettore anche in assenza di scene d'azione.

Sì, è vero sono un piagnone. Sono un pessimista, un insicuro, a livelli che nemmeno immaginate. Così quando mi capitano cose belle, come leggere quelle tre righe, e rileggerle finché non mi convinco che parlano davvero di me, delle parole che ho messo in fila, e immaginare quei Maestri del fumetto seduti intorno a un tavolo che mettono in fila queste parole... (ma davvero? ma dite a me? ma siamo sicuri?) allora il mio petto rachitico si gonfia per un po'.
Chiarisco. Mi è finalmente arrivato Fumo di China 151, numero di luglio il cui allegato è il book del concorso di Lanciano che contiene un estratto della mia sceneggiatura. Purtroppo mancano le ultime due tavole (ed è stata anche tagliata una riga) e un po' mi dispiace, che la storia così non dice granché. Ma fa niente, che mi basta la motivazione della giuria, scritta lì sotto, in un angolo, in piccolo, per tornare a crederci per un po'.
Forse un giorno riuscirò anche a vedere disegnata una mia sceneggiatura, magari questa.
A riempire il book, oltre a un bel po' di pubblicità, ci sono ovviamente gli altri premiati e menzionati e certi lavori fanno brillare gli occhi.

Mi sono bullato abbastanza? Forse no.
Ma come dice Silvestri:

Bisogna essere ottimisti fino in fondo
Perché potrebbe essere domani la fine del mondo

31/07/07

Lunga vita allo S.C.I.P.P.A.!


Alla fine il pezzo da psicopatico l'ho dato a makkox e lui l'ha messo sul suo blog. Così anche io adesso faccio parte del magnifico progetto di Scambio Creativo Internazionale Per Promettenti Autori (S.C.I.P.P.A), nonostante io sia flebilmente creativo, per niente internazionale, scarsamente autore. Promettente sì, tanto poi non mantengo. Tutto ciò per dire che mi trovate nello spazio vip di canemucca col mio angolino "the madtrack". Forse.

18/07/07

Per favore, ammazzate la signora!


Quando scrivo, spesso mi perdo nei dettagli.
Da lettore/spettatore intransigente sono solito fare le pulci alle storie che mi capita di leggere/vedere. In realtà non in modo maniacale, se il valore degli altri aspetti che completano l'opera è alto, riesco anche a chiudere un occhio per certi buchi e mancanze.
Ma quando scrivo io, mi massacro, non mi perdono niente e per questo, oltre che per altri mille tristi motivi, mi blocco. Mi pianto lì come Simone Inzaghi post-Marcuzzi (sì, riciclo perfino le battute che già non erano divertenti la prima volta). Non ho nemmeno la costanza di stare a sbattermi il cranio sul tavolo finché non trovo la soluzione. No, rimugino distrattamente per 5 minuti e poi lascio perdere per una settimana.
Così c'è questa ricca signora che esce al pomeriggio dalla sua villa, alla guida della sua mercedes, per andare a fare qualcosa da ricca, tipo un trattamento in un salone di bellezza. E c'è questo killer, che magari si è nascosto nel sedile posteriore dell'auto o magari la aspetta da qualche parte, che la deve far fuori facendolo sembrare un incidente. Come?
Probabilmente tramortirà la donna e spingerà l'auto giù da un precipizio.
Ma se qualcuno di voi trova un modo più originale, ma comunque plausibile, gli presento mia sorella (che assomiglia come una goccia d'acqua a Monica Bellucci) o mio fratello (il sosia sputato di Colin Farrell).

* precisazione per eventuali editori o responsabili di redazione: ovviamente, se un giorno lavorerò per voi, mi ingobbirò sul foglio senza un attimo di respiro, saltando i pasti senza un lamento o un attimo di esitazione, dando il massimo, dritto fino alla meta in tempi record, con una determinazione degna di Chuck Norris.

09/07/07

Toro Rosso non avrai il mio scazzo

Sto bevendo una rebbull.
Che so' mesi che non scrivo un cazzo, c'ho 'ste trame che non tramano, 'sti inizi che non iniziano, 'sti finali che non finalizzano tipo Simone Inzaghi post-Marcuzzi. Tutta roba vecchissima che sta nella cartelletta "Scritti" ma di scritto c'è ben poco.
Di scritto c'è che sono uno zombie pigro, uno che ordina il cervello a domicilio, un cadavere non ambulante. Ce l'ho scritto dietro gli occhi spenti, che si chiudono in un sonno stancante più spesso di quanto dovrebbero. Ce l'ho scritto nel respiro che sospira fiacco. Nei miei lagnosi soliloqui, nei miei flebili incitamenti.
E mi giustifico ripetendomi che è colpa dell'estate, dimenticando che prima accusavo la primavera.
Allora ho comprato la rebbull cercando un miracolo. Con la rebbull le idee diventano soggetti, i soggetti diventano sceneggiature, i racconti trovano la fine e magari perfino il romanzo si rimette a marciare.
Io la rebbull l'ho bevuta solo una volta, mille anni fa, quando era una novità. Allora girava voce che la taurina venisse estratta dallo sperma di toro, ma non è mica vero. Spero.
La rebbull fredda sa di piscio caldo, e già questo sa di miracoloso.
La rebbull m'ha fatto venire l'emicrania.
La rebbull è una delusione. Tu preghi che ti faccia riprendere il ritmo, che ti doni un po' di magia, UN PO' DI MUSICA!
E lei ti mette Leali.

03/05/07

Ripartire


Giornata lenta. Cielo lento.

Idee lente. La mia testa è una lava lamp. Bolle cangianti, senza forma, che si inseguono a rallentatore.

Sono in riserva, il carburante scarseggia. Ho fatto un bel viaggetto, ho accostato un attimo per guardare indietro, sgranchirmi, respirare a fondo. Però non mi posso fermare. Devo ripartire e scegliere una direzione. Trovare un distributore e fare il pieno.
Ma non mi decido.

29/04/07

Messo l'ultimo punto


Messo l'ultimo punto alla prima stesura.
In sottofondo c'erano The Arcade Fire, il primo album, capolavoro.
Che hanno fatto pure un secondo album, capolavoro.
Quasi speri che non ne facciano un terzo per paura che non sia un capolavoro. Che poi rimani deluso. Com'è successo con The Cooper Temple Clause. Che vi è preso ragazzi? Ridurvi a una brutta copia degli Snow Patrol, mai me lo sarei aspettato...
E mi ritrovo così senza più un gruppo preferito, che se qualcuno mi ferma e mi chiede "Qual è il tuo gruppo attuale preferito?", per es. mi ferma Lucignolo che sta sempre sulla notizia, mi vede e subodora che qualcosa non va, si avventa su di me con questa domanda scottante e sono fottuto... Non posso più dire Cooper Temple Clause che poi la gente va a sentire l'ultimo album e ci faccio na figuremmerd.
Magari gli dico Death Cab For Cutie, o Okkervil River che tanto Lucignolo che cazzo ne sa... o magari invento proprio un nome di sana pianta, tipo The Last Word Of A Mimo o The Zanzaras e ne esco alla grande.
E cerco Zanzaras su google, che non dovrebbe esistere, ed invece.
Messo l'ultimo punto alla prima stesura.
Lo lascio un po' a riposare e ascolto Neko Case per stare tranquillo, che è quella dei New Pornographers, hai presente Lucignolo?
E cerco foto di Neko Case che non l'ho mai vista in faccia e ne trovo una in cui vedo molto più della faccia.
Non me l'aspettavo.

22/04/07

tachicardia

A meno che non sia stato uno scherzo, mi hanno appena annunciato di essere il vincitore della sezione sceneggiatura di Lanciano nel Fumetto. E' arrivata del tutto in aspettato, perché credevo che i vincitori li annunciassero ieri.
Al telefono ho perso l'uso della parola e mormoravo cose sconclusionate.
Vado a stendermi un attimo.

02/04/07

Alla faccia dell'orrore!


Viene un momento in cui lo vuoi vedere in faccia quello scrittore.
Mi è successo stamattina dopo aver letto un racconto di Joe R. Lansdale. "Piccole suture sulla schiena di un morto" s'intitola, anno 1986, ed è uno di quei racconti che ti fanno strizzare gli occhi, arricciare il naso e stringere i denti.
Vero anche che ero sul cesso mentre lo leggevo, ma posso assicurare che l'espressione intensa era dovuta al racconto.
Dopo aver letto una cosa come questa, così diversa dalle altre storie che la precedono in questa antologia di racconti e probabilmente anche da quelle che seguono, senti il bisogno di vederlo in faccia il tizio che ha messo in fila tante parole laceranti come seghe arruginite, e che solo qualche pagina prima ti aveva fatto sghignazzare.
Così digiti il nome in quello strumento miracoloso che è google e premi invio.
Joe R. Lansdale oggi e un signore coi capelli bianchi, robusto che quando sorride sembra un predicatore. Ma vai a pagina 2 e trovi quel che cerchi. Foto del 1989, seduto a un tavolo mentre legge un suo racconto, espressione da nerd, occhiali da nerd, taglio di capelli da nerd e felpa esageratamente da nerd. E tutto torna.
Sono davvero pochi gli scrittori all'altezza dell'immagine che ci si fa di loro leggendo le loro opere. Hemingway è un aitante uomo d'azione, sir Arthur Conan Doyle incarna un perfetto dr. Watson, lo sguardo di Philip K. Dick sembra un oscuro scrutare e Bukowski ha inciso sulla pelle ogni suo racconto.
Agli antipodi si collocano i maestri dell'orrore. Poe è uno Charlot fragile e senza gioia, il giovane Stephen King (nella foto) un cicciobombo che ogni bullo vorrebbe avere in classe e il trapianto di capelli di Dean Koontz è la sua invenzione più spaventosa.
I maestri dell'orrore sono, in tutta evidenza, degli sfigati.
Forse per questo sono così bravi a mostrarci la crudeltà.

16/03/07

Dida sì, Dida no (ovvero Le scelte spettano al Mister)


Ho scritto un soggetto su un fatto di cronaca accaduto un bel po' di anni fa. La storia mi ha colpito perché si tratta di un omicidio brutale il cui autore fu subito identificato, catturato e processato ma, per assurde circostanze, mai punito.
Il racconto comincia con un giornalista che, decenni dopo il terribile crimine, va a trovare il padre della vittima per dargli una notizia. Questa prima parte l'ho anche sceneggiata.
A questo punto comincia il flashback e casca l'asino. Sono infatti indeciso su come procedere nella narrazione di questo blocco principale: 1) Narrare la vicenda con la voce del giornalista e un impiego costante delle didascalie; 2) niente voce over e lasciare che le azioni e i personaggi parlino da sé.
Il dubbio sorge principalmente per la differente lunghezza di sceneggiatura che ne deriverebbe a seconda della scelta. Nel primo caso infatti me la caverei con un numero decisamente inferiore di tavole.
Quindi, per adesso, rimango fermo qui, a braccia conserte a scrutare le due strade. E semmai il soggetto dovesse interessare e trovasse di conseguenza una sua collocazione, sceglierò quale strada imboccare per raggiungere la destinazione finale.

15/03/07

Per cambiare il mondo. Ma solo se avete lo scontrino.


C'era una volta The Negazine. The Negazine era una webzine che io e altri fantastici individui concepimmo (senza unirci sessualmente) e partorimmo (senza melodrammi e urla di dolore, un parto da veri uomini) alcuni anni fa (più di 3 ormai, cazzarola). Era una webzine rivoluzionaria, probabilmente per questo fallì presto, prestissimo. Comunque, tagliando corto, uno dei tocchi di classe del sito erano gli slogan che apparivano a random ogni volta che veniva caricata una pagina. L'autore principale di queste perle, insieme al sottoscritto, era il buon Kayoken, alias Toru Watanabe, alias Rubens, alias La terza Lecciso, il mio gemello del gol e compagno di comici deliri e piani per la conquista del mondo (presto lo linkerò, anche se non so bene cosa).
Perché tutto questo discorso? Perché ora, per la gioia dei grandi e piccini, vi piazzo qualcuno di quegli inarrivabili slogan!

THE NEGAZINE - Dove l'ironia è di casa ma non paga l'affitto.
- Annuisce quando parlate.
- Ci appassionano i filmati delle vostre vacanze.
- Per gettare un occhio sul mondo e vedere se rimbalza.
- Divertente come il sesso ma senza i preliminari.
- E' da qui che partono tutte le catene di Sant'Antonio.
- Vi farà guadagnare autostima con un sicuro metodo piramidale.
- Dove le idee vanno eroicamente a morire.
- Stava meglio quando si stava meglio.
- Opinioni importanti su cose stupide, riflessioni stupide su cose importanti.
- Vi informa subito se vede vostra sorella in giro con qualcuno.
- Non nega un tozzo di pane agli assetati.
- Vi ama più di vostra madre, ma ama vostra madre più di voi.
- Un magazine operaio.