Dal 2006, ogni sera, a conclusione del suo monologo d'apertura, Dave Letterman ha lanciato un segmento di pochi secondi intitolato "Great Moments In Presidential Speeches". Di cosa si tratta è presto detto: a brevi spezzoni di discorsi di Presidenti passati di un certo carisma, gente del calibro di Kennedy, Roosevelt, Reagan, faceva seguito un esempio di pochi secondi della capacità oratoria di George W. Bush. L'effetto è indescrivibile, il nebbione che discende nella testa del povero Dabliu pare essere una costante nei suoi comizi, e sarebbe inevitabile rimanere basiti se non fossimo troppo impegnati a ridere.
Provare per credere. Adesso che la presidenza di Bush Jr. è terminata, Letterman ha trovato doveroso omaggiarlo con un video più lungo che riproponga il meglio di questi numeri d'alta comicità. Non importa se non conoscete l'inglese, nemmeno George lo sa.
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21/01/09
11/12/08
Oggi c'è un vento così forte che farebbe volare perfino l'Alitalia
Oggi il vento fa sul serio, sradica alberi e manda i vetri delle finestre in frantumi. Non c'è mai stato un vento così forte da queste parti, credo di poterlo affermare con una certa sicurezza, dato che è la prima volta che vedo un albero di 10 metri strappato al terreno e riverso al suolo. Il gigantesco e vecchio abete, che mi proteggeva alla vista dei passanti, adesso giace sconfitto nel giardino del condominio, lasciandomi esposto e indifeso. Dovrò mettere delle tende.
È pericoloso uscire fuori, soprattutto per chi ha il parrucchino. Stormi di toupè si dirigono verso nord.
Le folate sono così forti che, non solo pisciare, ma anche avere un'erezione controvento è praticamente impossibile.
Gli installatori di antenne paraboliche si fregano le mani pensando a domani.
Penso a tutta la gente costretta ad uscire di casa con un vento come questo. Quelli che decidono che non è il caso di prendere il deltaplano e aspettano l'autobus. Penso alle donne incinta che indossano la gonna e al pargolo che portano in grembo che si chiede come mai oggi c'è tutta questa corrente d'aria.
Penso agli impianti eolici, che non abbiamo e mi girano le pale.
Penso al mio amico ausiliario del traffico. E rido.
È pericoloso uscire fuori, soprattutto per chi ha il parrucchino. Stormi di toupè si dirigono verso nord.
Le folate sono così forti che, non solo pisciare, ma anche avere un'erezione controvento è praticamente impossibile.
Gli installatori di antenne paraboliche si fregano le mani pensando a domani.
Penso a tutta la gente costretta ad uscire di casa con un vento come questo. Quelli che decidono che non è il caso di prendere il deltaplano e aspettano l'autobus. Penso alle donne incinta che indossano la gonna e al pargolo che portano in grembo che si chiede come mai oggi c'è tutta questa corrente d'aria.
Penso agli impianti eolici, che non abbiamo e mi girano le pale.
Penso al mio amico ausiliario del traffico. E rido.
04/11/08
Live from Mountpeas... Is Election Day!
Che dire di questi americani, con la loro stupida informazione indipendente e libertà di parola? Nella loro lunghissima corsa alla Casabianca i candidati alla presidenza e le loro squadre hanno dovuto affrontare interviste con giornalisti veri che pongono domande vere, dibattiti in cui ogni loro gesto e parola è stato analizzato al microscopio di centinaia di commentatori e, cosa più incredibile, passare sotto il fuoco di fila della satira statunitense. Il baraccone elettorale nordamericano parte da lontanissimo e pare non fermarsi mai, alzando ogni sorta di lurido polverone e schizzando rifiuti liquidi al proprio passaggio. I comici sono lì a dare un po' di ristoro alla mente logorata di Joe Sixpack the Plumber, mettendo i politici sotto un'altra luce, più essenziale. Se Saturday Night Live ha da una parte messo in risalto i tic e i comportamenti più assurdi dei candidati, trovando il jolly in una Tina Fey più credibile della stessa Sarah Palin, dall'altra li ha resi più amabili, con la partecipazione dei veri McCain e Palin in alcuni sketch. Da 35 anni questo storico e, alle origini, innovativo programma, è fedele alla sua formula collaudata, con alti e bassi soprattutto sul fronte degli autori (e questo non sembra essere uno degli anni migliori) ma pescando soprattutto dei talenti comici destinati a imporsi. Nel cast attuale sembra mancare il mattatore carismatico, anche se la dotatissima Kristen Wiig ha le capacità per affermarsi.
La vera prova del fuoco per i candidati arriva con i talk show e 15 minuti al Late Show di David Letterman possono scorrere via piacevolmente o essere una tortura, come ha scoperto McCain alla sua ultima partecipazione. Infatti, dopo aver dato buca a Letterman adducendo come scusa la grave crisi economica che affligeva il paese per poi essere sorpreso a registrare un'intervista con CBS News (ma che diavolo avevano in mente?! fare la corna al vecchio Dave...), il canuto senatore è stato fatto a pezzi sera dopo sera, monologo dopo monologo da Letterman, fino al suo ritorno arrendevole nello show, in cui ha dovuto ammettere con la coda tra le gambe: "I've screwed up!" (Ho fatto una cazzata). Ve lo immaginate Berlusconi farsi piccolo e umile di fronte all'ira di Fabio Fazio? Già.
Letterman è il re dei talk-show d'intrattenimento, indipendente, equilibrato, rispettato, con un'ottima squadra di autori. Ma un programma che va in onda per anni, 5 giorni a settimana, non può ovviamente prescindere dalla brillantezza degli ospiti. Ecco perché vedere i candidati su quelle poltrone diventa una prova interessante. Il senso dell'umorismo è qualcosa che non puoi inventare o simulare. Il senso dell'umorismo è sintomo d'intelligenza. Se la tua idea di divertimento è fare le corna dietro la testa di un altro capo di stato o mimare una scarica di mitra su una giornalista, be', nominare Alvaro Vitali Ministro degli Interni Visti Attraverso Il Buco della Serratura potrebbe avere una sua logica. Intanto un Obama dall'aria distesa palleggia sciolto e non sbaglia un colpo nei suoi scambi con Letterman, Leno, Kimmell, suscitanto risate genuine nel sempre entusiasta pubblico miricano. Ma neanche il suo vetusto concorrente sfigura, compensando i suoi non fulminei riflessi con assortimento di facce buffe eredità del cinema muto e qualche battuta di repertorio.
Sembra non esserci limite alla libertà di manovra che hanno i comici nei media statunitensi, anche casi estremi come lo scandaloso Bill Maher che (grazie a dio... uhm, no, non grazie a lui...) è sempre al suo posto, suscitando l'indignazione di ogni credente e religioso del globo e l'ira dei repubblicani. Maher è decisamente un tipo senza peli sulla lingua ma quello che più colpisce un provinciale come me è l'assenza di conseguenze a certe sue dichiarazioni, come "She is a moron", "Wow, she is really stupid" e "Americans have finally found someone dumber than they are" tutte riferite alla sexy hockey mom Sarah Palin e ai suoi fan. La coraggiosa scelta della Palin come vicepresidente si è rivelata ben presto idiota e probabilmente (come tutti i sani di mente sperano) un decisivo autogol.
Insultare l'attuale Presidente è invece pratica comune e non comporta alcun rischio, data l'incontrovertibile evidenza dei fatti. Così, sempre Maher, può indicare George W. come un ritardato e perfino Letterman non esita a chiamare l'uomo più potente del mondo "a moron" (Cosa significa "moron"? The Urban Dictionary recita come prima accezione: "Sinonimo di George W Bush". Dunque...)
Insomma, per quanti difetti abbia il sistema americano, nessuno è intoccabile e non c'è un giorno in cui non sia sotto esame (non che questo implichi per forza un qualche cambiamento o ribaltone ma, hei, è gia qualcosa...)
Ovviamente nel nostro belpaese non avremo mai niente di tutto questo. La sudditanza nei confronti del potente è incisa nel dna dell'italiano, il solo fatto di vederne la faccia su un manifesto lo rende superiore a noi. Nei tg i politicanti non rispondono ad alcuna domanda ma rilasciano dichiarazioni. Ogni giorno assistiamo alla sfilata delle solite facce che fissano la telecamera e ci dicono quanto sono bravi e quanto sono cattivi quegli altri.
E poi non abbiamo un Letterman, un Leno, un O'Brien, un Kimmell. Non che sia fondamentale, eh, sia ben chiaro. Abbiamo ben altri problemi. Ma non ci sputerei sopra. In Italia non c'è una grande tradizione di stand-up comedy, i nomi sono ben noti e ben emarginati. Luttazzi è quello che più si rifà al modello americano, per me il più dotato battutista nostrano che sacrifica troppo spesso il contenuto al gusto lennibrusiano dell'oltraggio. Ma sto divagando.
Al di là di tutto, la più grande differenza tra noi e gli americani è che loro sulle vicende della Carfagna ci avrebbero già fatto dieci film porno. Siamo troppo indietro.
03/04/08
Ferrara non conquista Bologna

Dura contestazione ieri a Bologna nei confronti di Giuliano Ferrara. Bersagliato dal lancio di pomodori, mortadella e uova, Ferrara decide di andarsene perché nessuno gli lancia il pane.
La polizia carica i manifestanti, tra cui molte ragazze, il bilancio finale degli scontri è di 15 contusi lievi e 3 gravidanze interrotte.
Il Giornale titola "Pomodori abortisti in faccia a Ferrara". Ricordiamo che i pomodori abortisti non si trovano nei comuni supermercati e non vanno ingeriti ma applicati direttamente sulla parte, previa prescrizione medica.
Nell'immagine, Ferrara pronto a ingoiare una baguette.
25/02/08
Auguri terremoto!

Quest'anno ricorre il centenario del terremoto che rase al suolo Messina o, più in generale, dall'ultima volta che in città è successo qualcosa. È una ricorrenza così importante che tremo dall'emozione. Spero sia l'emozione.
La mia professoressa di scienze al liceo ci ricordava frequentemente che è solo questione di tempo prima che un altro violento terremoto scuota lo Stretto. Niente se o forse, nessun dubbio. Allora sì che ci si divertiva a scuola, non come adesso, con queste professoresse che si accoppiano selvaggiamente con gli alunni. Mentre quegli stupidi palpano, strizzano, sbattono, io sto con l'orecchio appiccicato al pavimento pronto a cogliere ogni minimo movimento. La signora del piano di sotto sta guardando "Tempesta d'amore".
Alla luce di quest'ineluttabilità sismica spero che si decidano e costruiscano a tempo di record il Ponte sullo Stretto. Sai che delusione vederlo crollare quando ancora non è completo...
Che poi a vederla, questa città, sembra che non sia mai stata ricostruita. Le strade hanno buche così larghe che caderci dentro è un po' come fare sesso con la Arcuri, ma più doloroso. In nessun'altra parte d'Italia ho visto strade in queste condizioni. Immaginiamo che debba caderci dentro un ragazzino. È giusto che perda la verginità così? Con la Arcuri? Come farà poi, per il resto della vita, ad accontentarsi di strade normali e in buone condizioni? Solo l'unico a preoccuparsi? Eh dottore? La medicina? È ora della medicina? Sì, è buona la medicina.
Non è bello vivere in una zona tellurica, sempre sul chi vive, con i nervi a fior di pelle.
Non è per cattiveria che in spiaggia distruggo i castelli di sabbia dei bambini, ma per prepararli psicologicamente. È quello che dico ai loro genitori. Non tutti capiscono. Le aste degli ombrelloni sono più appuntite di quanto sembri. Fanno male.
A volte mi chiedo cosa farei se dovessi scampare al terremoto mentre il resto della città fosse distrutta. Mi chiedo che farei, dove andrei, cosa potrei saccheggiare. Penso che lo sciacallaggio sia più difficile di quanto sembri. Riuscire a pensare, a concentrarsi su un obiettivo, in mezzo a tutta quella gente che urla di dolore e chiede aiuto. Io ho bisogno di quiete per saccheggiare.
L'idea di un terremoto fortemente distruttivo in un certo senso è eccitante. Certo, una grande tragedia, ma guardiamo per un attimo il lato positivo, ok? Tabula rasa, ripartire da zero, una seconda chance per noi stupidi messinesi di creare qualcosa di buono, di bello, per elevarci ricostruendo sul nostro dolore, per riassurgere agli antichi splendori e tornare in serie A.
Una seconda possibilità. Da sprecare.
17/01/08
Shocking News

Scoperto in Uruguay il fossile di un roditore gigante. Si stima che pesasse all'incirca una tonnellata, cioè la metà dei roditori avvistati ultimamente a Napoli.
Trovato in un covo dei Lo Piccolo un taccuino del figlio del boss, Sandro, contenente citazioni, pensieri e riflessioni, tra cui la seguente: «Voglio una cosa più viscerale profondamente radicato, tipo amore». Interrogato, Federico Moccia ha negato che il giovane Lo Piccolo sia il vero autore dei suoi romanzi.
Continua negli USA lo sciopero degli sceneggiatori che stanno ultimando una nuova proposta da presentare agli studios, un documento di ben 80 pagine. Bianche.
Pulickel Ajayan, docente di ingegneria presso l'università di Houston, ha creato il materiale più scuro al mondo, un particolare tappeto di nanotubi di carbonio. Ignazio La Russa ha subito ordinato 10 camicie dello stesso colore.
Decine di capi di bestiame sono stati benedetti stamane sul sagrato vaticano, in occasione della festa di sant'Antonio Abate. I fortunati animali non arrostiranno all'inferno ma saranno serviti poco cotti in paradiso.
Ad Heathrow, aeroporto di Londra, un aereo in fase d'atterraggio ha toccato terra prima di raggiungere la pista. Dalle analisi del sangue del pilota è risultato che un'altra pista avrebbe potuto essergli fatale.
16/01/08
Solidarietà

Io voglio esprimere tutta la mia solidarietà al popolo del Kenya, alla gente che vive tra le montagne di monnezza nel sud Italia e ai tifosi del Cagliari per il difficile momento della squadra.
Ma se fossi in politica, tutta la mia solidarietà andrebbe a Mastella e consorte.
Non è meraviglioso come la magistratura riesca ad unire tutti i politici, al di là di fazioni, colori e bandiere? In questi momenti si vede come, in fondo in fondo, i politici si vogliano davvero bene. Anche se uno si trova all'altro capo del mondo e non ha la minima idea di che cazzo stia succedendo, un messaggio d'affetto verso il collega non lo si nega mai. Sono una grande famiglia, tengono davvero l'uno all'altro e com'è giusto si stringono tutti in un grande e caldo abbraccio quando uno di loro è colpito dalla più grave sventura possibile.
A: Ehi, come va?
B: Tutto bene. È morto mio padre. Stava in una casa di cura. Si è suicidato dando cinquantasette testate allo spigolo del comodino. So il numero esatto perché l'infermiera è stata così gentile da contarle.
A: Uhuh. E tu che mi dici?
C: Oh, il solito. Mio figlio si è schiantato contro un tir mentre sniffava coca dal pacco di un travestito brasiliano minorenne e ha distrutto la mercedes. È in coma.
A: Capisco. E a te come va?
M: Ho ricevuto un avviso di garanzia.
A: OH MIO DIO!
B: È TERRIBILE!
C: Ti esprimo tutta la mia solidarietà e così quella del mio partito, del governo e di tutti quelli che mi conoscono.
A: In momenti come questi viene da chiedersi quale Dio possa permettere tali atrocità.
B. Ti siamo tutti vicino, se hai bisogno di qualcosa.
C: Posso tranquillamente votare per te, non c'è problema.
A: Ti faccio accompagnare a casa in jet.
M: Vi ringazio, ma abito qui dietro.
B: Be', lascia che ti parli di questo fantastico terreno ad Hammamet. Isolato, immenso giardino, vista mare...
Senza soffermarci su un caso specifico, in una paese normale (concetto fantasioso che viene evocato sempre più spesso negli ultimi tempi) si attenderebbe che la giustizia facesse il suo corso prima di esprimere giudizi e solidarietà (in caso di assoluzione). In Italia la solidarietà dovrebbe andare ai magistrati, che hanno ancora le palle per fare il loro mestiere, nonostante tutto. Ma nell'"Italia com'è" la solidarietà va esclusivamente ai potenti inquisiti.
- Papà, è arrivato un altro avviso di garanzia, dove lo metto?
- Lì con gli altri, su quella pila.
- Wow, ne hai collezionati un bel po' nel corso della tua carriera.
- Ah ah... no figliolo... Quelli sono solo dell'ultimo mese.
E per restare sempre sul generale... Clemente, mi sa che l'indulto l'hai fatto al momento sbagliato.
Nella foto: Fini esprime la sua solidarietà a Mastella
15/01/08
Cronache dal futuro
Le cose sono andate come nessuno si aspettava. Nessuno a parte lui, Benny, come ha richiesto di essere chiamato il Papa Benedetto XVI durante la tanto discussa visita all'università La Sapienza. Il Santo Padre ha spiazzato tutti, presentandosi all'incontro in una mise inusuale, un abito disegnato per l'occasione a firma D&G (che il Papa ha scherzosamente definito i "Dio & Gesù dell'Alta Moda") e un copricapo molto simile a quello indossato da Justin Timberlake agli ultimi MTV Awards. Tra lo sconcerto delle alte cariche presenti e perfino dei suoi più stretti collaboratori, anch'essi ignari di tutto (un Ruini visibilmente eccitato dichiarerà più tardi: "È stato fottutamente incredibile. Era come se il fottuto Richard Pryor fosse tornato in vita, solo un po' più scolorito e più tedesco, amico! Cazzo, Benny è fuori di testa amico, che storia!) il Papa è salito in cattedra (letteralmente) e si è rivolto direttamente al pubblico, saltando a piè pari i convenevoli."Ok, voi non mi volete qui e sinceramente anch'io ho in mente centinaia di posti in cui preferirei essere in questo momento, ad esempio la Playboy Mansion o una grotta umida nel bel mezzo del niente, tra un bue, un asino e Bin Laden (risate)... invece eccomi qui e dobbiamo tutti farcene una ragione, cosa che non dovrebbe essere difficile per voi uomini di (Benny fa una smorfia disgustata) scienza. Io voglio che sia chiaro una volta per tutte che non ho niente contro gli scienziati... ed infatti sarò molto addolorato quando dalla mia soffice nuvoletta a due piazze, sorseggiando un daiquiri, vi guarderò bruciare all'inferno per l'eternità. Andiamo, fatevi furbi, nessuno vi chiede di credere ciecamente al Grande Boss con la barba, ma cosa avete perdere? Nemmeno io sono superstizioso però portare questo (Benny tira fuori un ciondolo con un crocifisso)... no, non questo (Benny fruga ancora sotto la camicia attillata e tira fuori un ciondolo a forma di corno)... ecco, questo, non mi costa nulla! (Benny fa il gesto delle corna, risate). Il mio consiglio spassionato è di pentirvi, come minimo, in punto di morte. E se avrete ragione voi e dopo la morte non c'è niente, be'... (Benny fa spallucce) nessuno lo saprà comunque. Se invece ho ragione io, pretendo che mi facciate da schiavetti per un migliaio di anni. Pensate quanto ci divertiremo a tempestare di gavettoni Galileo. «Ehi Leo, abiura questo!» SPLASH! (risate)."
Il Papa ha poi dato il via libera a un fuoco di fila di domande senza censura che hanno toccato svariati temi di una certa importanza e delicatezza. Il Pontefice si è destreggiato magistralmente, con ironia e schiettezza.
ABORTO: "So quello che pensate... «Il vero motivo per cui la Chiesa è contro l'aborto è perché c'è sempre richiesta di nuovi bambini...» Vergogna! Per un prete, i bambini che frequentano la parrocchia sono come figli. E in molti casi lo sono veramente. Andiamo, se proprio volete trombare in giro fate un po' d'attenzione! Nessuno vi ha mai parlato del salto della quaglia? Devo insegnarvi tutto io?!
EUTANASIA: "Ecco, su questo si può discutere... se ci fosse stata l'eutanasia sarei diventato Papa molto prima..."
PRESERVATIVI: "No no, non parliamo di preservativi... sono allergico al lattice."
IL VOTO DI CASTITA': "Il voto di castità, eh? (Benny si volta verso Ruini) Che novità è questa, perché nessuno mi ha detto niente?!?"
IL PAPA È IN CONTATTO DIRETTO CON DIO?: "Lo ero fino alla settimana scorsa. Poi Dio è passato da Telecom a Tele2 e sta ancora aspettando che gli attivino la linea."
LA RICCHEZZA DELLA CHIESA: "Dovremmo elargire le nostre ricchezze ai più poveri dici... ma per chi ci avete preso? Per Equilon? Ai poveri dico, invece di lagnarvi e piangervi addosso datevi da fare, rimboccatevi le maniche, fondate una religione! Se miliardi di persone si sono bevuti le nostre storie allora c'è spazio per tutti... Pure per Tom Cruise. Mangiare la placenta della moglie, quella sì che è stata una bella trovata, avrei voluto pensarci io..."
ITALIA STATO LAICO: "Ahahah, sì, e Milingo è vergine!"
IL RUOLO DELLA DONNA NELLA CHIESA: "Be', la donna all'interno della chiesa riveste un ruolo fondamentale... Personalmente credo che la posizione in cui può dare un contributo importante è quella di missionaria."
Una lunghissima standing ovation ha salutato il Pontefice al termine del suo intervento, e Benny è generosamente tornato sul palco un paio di volte per rispondere alle richieste di bis e per prendere in braccio Veltroni, momento di omaggio/citazione della vecchia gag di Benigni con Berlinguer. L'ufficio stampa del Vaticano ha comunicato che l'evento sarà presto disponibile su CD e DVD dal titolo "Benny Live in Rome!".
ATTENZIONE, LE NOTIZIE DAL FUTURO POTREBBERO RIVELARSI INFONDATE, LA REDAZIONE NON SI RITIENE RESPONSABILE
11/12/07
Astinenza e isteria

"Ti prego ne ho bisogno! Andiamo fratello, dammi la mia dose, posso pagare, giuro, posso pagare! Amico, non dirmi così, che vuol dire che è finita? Io ne ho bisogno, NE HO BISOGNO! Tieni, prenditi pure il mio orologio, è della Breil, toglimi tutto, pure il mio Breil ma dammene un po', ti scongiuro, mi metto in ginocchio, CAZZO! Sì, io sto calmo, sto calmo, ma trovamela, trovamene un po'... Sono sicuro che se guardi bene vedrai che te ne è rimasta un po'... Dio, non ce la faccio... TIRALA FUORI CAZZO, DAMMELA O TI AMMAZZO!!!"
Ho assistito a scene di questo tipo stamane, presso vari distributori di benzina. In città non si vedevano file così lunghe di auto dall'anno scorso, quando le prostitute liquidavano tutto per cambio gestione.
Tutta la popolazione si è riversata sulle strade, consumando in coda fino all'ultima goccia di benzina in modo da poter fare il pieno. Chi non possedeva un'auto l'ha acquistata oggi apposta. Immaginate la loro reazione quando, giunto il loro turno, si sono sentiti dire dal benzinaio che il carburante era esaurito. Chi l'avrebbe detto che la pistola erogatrice potesse entrare in un buco così stretto...
Scene di disperazione e d'isteria di massa. C'è qualcosa di dolorosamente triste nel vedere un pover'uomo spingere la propria Porsche. Alcuni tizi sono stati sorpresi mentre con dei tubi succhiavano la benzina dai serbatoi. La cosa bizzarra è che non la risputavano. Erano mangiafuoco di un circo di passaggio. Un altro uomo, fuori di senno, ha provato a darsi fuoco cospargendosi di chinotto.
Cronaca: esponente di Alleanza Nazionale colto d'infarto alla notizia che i nomadi avevano in programma da tempo di lasciare gli accampamenti e rimettersi in viaggio proprio oggi, ma vista la situazione hanno rimandato al prossimo secolo.
10/12/07
Le stragi del lunedì mattina

Sono spaventato dall'età di alcuni automobilisti. Ce ne sono di talmente vecchi che la lora prima patente era per guidare le bighe. Non so come facciano ad andare ancora in giro, ma se sei abbastanza vecchio da ricordarti di quando Rita Levi Montalcini era un'avvenente fanciullina, la patente ti andrebbe ritirata d'ufficio. Magari con una solenne cerimonia, alla presenza delle più alte cariche dello Stato, che termini con la tua mummificazione. Sarebbe opportuna anche la presenza di un personaggio più fresco, per venire incontro al pubblico più giovane, chessò, Andreotti.
Ma sto divagando...
Il ritiro della patente agli anziani, un punto che andrebbe inserito in qualsiasi programma politico serio e che trascinerebbe alle urne tutti gli under 50 con diritto al voto. La pratica di sospensione dovrebbe essere rapida e indolore, senza trafile burocratiche. Basterebbe che una pattuglia della municipale fermasse ogni auto il cui conducente ha più rughe di Clint Eastwood e gli ponesse giusto un paio di domande:
- Come si chiama?
- Dove si trova in questo momento?
Se le risposte dovessero essere di questo tipo:
- Mata Hari.
- Addis Abeba.
il pubblico ufficiale, senza indugio, provvederebbe a strappare a morsi la patente dello zombie. Questi poi verrebbe prontamente accompagnato da "quei gentili signori col camice bianco e la macchinona con la luce blu sul tetto che fa nieu-nieu" in un luogo tranquillo, dove verrà premurosamente accudito.
28/11/07
La soluzione definitiva al conflitto mediorientale

Sessant'anni di conflitti, tregue instabili, bombardamenti e attentati, mediazioni e trattative fallimentari.
Le cose tra Israele e Palestina non cambieranno mai per un semplice motivo: si stanno antipatici. E non c'è niente di peggio dell'avere un vicino di casa antipatico. Finché le cose resteranno così, Israele e Palestina continueranno a farsi dispetti, rigarsi la macchina, mettere gomma da masticare sul pulsante del citofono e riempire la buca delle lettere di pannolini sporchi.
L'unica soluzione è che tra loro ci sia una zona davvero neutrale che li separi, in modo che non siano costretti a vedersi. Non parlo di muraglie o deserti. No, servono semplicemente dei nuovi vicini tranquilli, che stiano simpatici a tutti. Qualcuno che stia in mezzo, che ti accolga con un sorriso quando passi a chiedere un po' di zucchero e ti stia pazientemente ad ascoltare quando sparli di quegli altri, lì.
La soluzione definitiva al conflitto è spostare il Lussemburgo in Medio Oriente.
24/11/07
Sicilia bedda

Vi capita mai di sentirvi osservati, di sentire gli occhi di tutti addosso a voi? Di sentirvi intrappolati in una gabbia di vetro, giorno dopo giorno, come un oggetto in esposizione? Sì? Wow, non sapevo che le prostitute di Amsterdam seguissero questo blog.
L'altro giorno mi sono infilato in metropolitana e tutti, anche il cieco alla fine del vagone, mi fissavano, nemmeno avessi avuto la patta aperta. Avevo la patta aperta. E si vedeva il calzino.
Io tengo un calzino nelle mutande, ma non per barare sulle dimensioni, che per ottenere un rigonfiamento accettabile non mi basterebbe l'intero stock di calze di oviesse, tanto parto svantaggiato. No, lo tengo lì per tenere il tutto al caldo. Devo proteggermi dal freddo del Nord. Per un siciliano anche Reggio Calabria è il Nord, quindi figuriamoci Roma.
Ero in metropolitana, in doposci fucsia con disegni di lampi celesti e salopette coordinata con la patta aperta e tutti mi fissavano. Nessuno sembrava notare il trans di due metri accanto a me. A parte una vecchietta che sorridendo ha detto: "Che carini, state così bene insieme."
Al che io e il trans ci siamo guardati con un misto d'imbarazzo ed eccitazione e dopo aver rotto il ghiaccio ci siamo scambiati i numeri di telefono. Ti chiamo presto Veronika.
Ma il punto è che tutti, in quella dannata metro, mi fissavano come fossi un marziano. A casa mia, nella mia città, non sarebbe mai successo. Lì non abbiamo la metro. E non indosso spesso la mia salopette, se non per occasioni di gala. Il clima, infatti, come ben sanno tutti i fan del commissario Montalbano, non lo consente. In Sicilia fa sempre caldo e c'è sempre il sole. Se vi siete stupiti vedendo Montalbano fare lunghe nuotate sotto il sole di Vigata, in qualsiasi stagione, be', ricredetevi. Non c'è niente di strano, è proprio così. A gennaio le spiagge sono affollatissime. I siciliani adorano fare il bagno ogni giorno, sguazzare, stare a mollo, nuotare insieme ai pinguini finché la dolce morte per assideramento non sopraggiunge.
Ah, quanto mi manca la Sicilia, il sole, il mare, le arance, i cannoli, la mafia (anche se a Roma è facile incontrare esponenti dell'Udc), i pizzini.
Forsenontuttisannoché in Sicilia tutto viene scritto su pizzini, anche i documenti ufficiali. Il formato di carta più usato è l'A16. Le stampanti sono a sputo d'inchiostro. I vigili notificano le multe su pizzini: "Hai sgarrato, ti conviene pagare...". Ma sono molto utilizzati anche come biglietti d'auguri, per i compleanni ad esempio: "Sei sopravvissuto un altro anno, grazie a Dio e agli Amici". Per le nascite: "Per una vita che arriva, un'altra...". Addirittura per i curriculum: "Mi chiamo Saro Basile. Mi manda don Vito".
Ah la Sicilia. Quanto mi mancano quelle domeniche, quando in groppa al mulo passavo a prendere la mia ragazza all'uscita dalla messa e l'accompagnavo fino a casa, attraversando la piazza e gli sguardi scandalizzati della gente. A volte, quando si sentiva generosa ed eravamo assolutamente sicuri che nessuno potesse vederci, lasciava che le toccassi una mano. Uh, meglio non pensarci o mi si riempie il calzino.
Sicilia mia, terra semplice piena di valori puri, terra pura piena di valori semplici, semplice terra piena di terra pura, sto tornando da te. Vengo solo e con le mani alzate, metti giù la lupara.
20/10/07
Comicità zen
Un buddhista entra in un caffè e con cordialità saluta ad uno ad uno tutti i presenti. Il barista digrigna un "Salve", il tedesco gli mostra il dito medio, il francese sputa a terra e l'italiano risponde "Ma vafanculo!". Il buddhista chiede per favore un bicchiere d'acqua. Il barista tira fuori dal sacco della spazzatura un bicchiere di carta e poi si reca nel retrobottega. Si ode il rumore di uno sciaquone, quindi il barista torna con il bicchiere colmo d'acqua. Il buddhista lo ringrazia con svariati inchini. Il tedesco dice: "Dopo che facciamo l'amore mia moglie mi prepara sempre un piattone di wurstel e crauti und un boccale di birra!". Allora il francese dice: "Dopo che facciamo l'amore mia moglie mi prepara un piatto di escargot e stappa lo champagne!". All'italiano scappa un rutto e dice: "Scusate, ma i wurstel con lo champagne più la pepata di cozze di mia moglie mi danno acidità..." Al che il buddhista dice: "Io non mangio da cinque giorni ma l'Amore che provo per voi sfama la mia anima e colma di gioia la mia vita."
27/09/07
Ai miei tempi
A un certo punto i Nostri Tempi non sono più nostri, non sono più tuoi. A un certo punto ti guardi in giro, guardi quelli, i giovani, e cominci a pensare "Ai miei tempi..." E sebbene hai sempre sospettato che prima o poi sarebbe successo, di certo non immaginavi che il momento sarebbe giunto così presto.
Per me è arrivato da un bel po', ma non so di preciso quando. Forse si comincia con i cartoni, che "Ai miei tempi sì che c'erano bei cartoni, non queste cazzate che vedete ora, i porkemon, gli yougurt-oh, i dragonboh. Ai miei tempi c'erano i Tigerman e i Devilman che facevano vedere il sangue, capito bambocci?"
Che se fosse venuto uno, ai miei tempi, a dirmi queste cose, probabilmente avrei pensato: "E sticazzi". I bimbi di oggi no. Mi guardano in silenzio e mi ascoltano. Poi mi pestano, mi danno calci in faccia con le crocs. Mi fanno vedere il sangue, come Tigerman. I bimbi di oggi si vestono alla moda. A me, da bambino, i vestiti li compravano la mamma o la nonna. I maglioni li facevano a mano. E io li indossavo. Andavo in giro avvolto in arazzi settecenteschi, ché mia madre si sentiva creativa. Quando giocavo a nascondino gli amichetti mi vedevano a centinaia di metri di distanza. I bimbi di oggi hanno il consulente d'immagine. Potrebbero apparire sulla copertina di una rivista patinata. E ci entrerebbero a grandezza natuale. Non capisco mai se sono bambini o dei trentenni nani. Li vedo passare in gruppi rumorosi e vivaci, ricoperti di firme, di D&G, di Richmond, di Frutta (non omogeneizzata), mentre picchiettano sui loro cellulari-prototipo e tirano marlboro, diretti a scippare e stuprare una vecchietta o a dar fuoco ad un barbone, e, con un misto di paura e ammirazione, mi mimetizzo con il muro grigio di un palazzo, favorito dai miei abiti Oviesse. Ai miei tempi con gli amici ci si ruzzolava nel fango, si giocava a pallone, ci si ruzzolava nel fango, si correva in bici, ci si ruzzolava nel fango, si giocava a guardie e ladri, ci si ruzzolava nel fango, mentre le bambine preparavano tortine di fango per quando avessimo finito di ruzzolarci nel fango. E se qualche giorno fiacco si stava un po' tranquilli a fare i compiti e a guardare la televisione, mia mamma arrivava e diceva: "Basta tv, ora vai fuori a rotolarti nel fango!". Ovviamente non quando indossavo il maglione con la riproduzione de L'Ultima Cena.
Poi, un po' più cresciuti, con gli amici si usciva a passeggiare in Centro. A piedi, che ai miei tempi le macchinine ultra-lusso da 15000 euro per i non-patentati non c'erano. Magari capitava di veder passare delle scatolette orribili, sfigatissime, guidate da ultracentenari o da tizi a cui avevano fatto a coriandoli la patente, che non potevi fare a meno di indicarle e gridare "Ah ah!". No, noi uscivamo a piedi e andavamo a comprare roba all'Upim o alla Standa, che di entrare in un negozio, quelli con i commessi che ti sorridono e agognano serviriti in tutto e per tutto, non ci passava nemmeno per la testa. E compravamo pacchi di mille magliette Fruit of the Loom, 300 magliette 5000 lire, me ne son cadute 50 in più signo', che faccio, lascio? E i jeans James Dillon, la cui etichetta recitava "Questo jeans si autodistruggerà entro 30 secondi", e i bidoni di gel made in Chernobyl che hanno annientato le capigliature delle migliori teste della nostra generazione.
E le Converse All-Star.
Qualche anno fa ho ricomprato un paio di Converse. Erano tornate di moda, dopo che per anni parevano estinte. Poi ho scoperto che la casa è stata acquisita dalla Nike. Ho comprato le mie solite Converse, quelle blu, pagate cinque volte di più che ai miei tempi. Andando in giro con le mie nuove Converse ai piedi mi sentivo in colpa. Incrociavo ragazzini e ragazzine ricoperti di firme e con le Converse ai piedi e realizzavo di avere le scarpe alla moda. Le Converse, tra le più scomode mai create grazie alla suola ultrasottile (ma come cazzo facevano a giocarci a basket?), con il loro eterno e inestinguibile puzzo di copertone bruciato, fatali in caso di pioggia, che si scollano, si bucano e si strappano sempre lì, nel solito punto, a metà del lato interno, proprio dove la scarpa si piega quando si cammina. E 'sti ragazzini, 'sti modelli in erba, giravano con le mie stesse scarpe. Ed io pensavo: "Ma che cazzo ne sapete voi, che ai miei tempi queste scarpe, qui da noi, non le cagava nessuno, che costavano 30mila lire alla Standa, e voi manco sapete che c'era la Standa e tra un po' vi scorderete pure della lira e delle Converse, ma io delle Converse non me ne scorderò mai!".
Così ogni volta che le guardo, che le calzo, che le allaccio, che sento un copertone bruciare, penso ai miei tempi. E a quanto cazzo ho pagato 'ste scarpe di merda.
16/09/07
Il mio nome è... il mio nome è... chi sono? dove sono?

Sean Connery piace un sacco alle donne. Più invecchia più piace. Oggi, a 77 anni, attizza molto di più rispetto a quando era un imberbe virgulto di 65 anni. L'ormai proverbiale fascino dell'uomo maturo nel suo caso raggiunge un nuovo livello, il fascino dell'uomo marcio. Le sue fans più maliziose sono solite perdersi in fantasie stuzzicanti. In casi estremi l'adorazione raggiunge livelli ossessivi e può essere considerata una vera e propria patologia che va affrontata e curata con l'adeguato supporto psichiatrico. Ecco la trascrizione di una registrazione che riguarda un caso piuttosto grave. Mi è stata donata, come favore personale, da un amico che si finge psicologo per ricattare ed estorcere somme di denaro agli ingenui clienti. Un doveroso ringraziamento, dunque, al dr. Salvatore "Scippo" Pesciotta.
[...] Mi trovo in cima alle scale. Indosso soltanto della lingerie di pizzo nera e delle scarpe col tacco. Guardo giù. Sean sta salendo le scale, lentamente. In realtà è il montascale motorizzato che va piano. Sean è seduto ricurvo sulla sedia a rotelle. Indossa degli spessi occhiali scuri e una vestaglia scozzese. Trema... forse è il parkinson o forse è anche lui emozionato e fremente come me. Finalmente, dopo un'eternità, raggiunge la cima delle scale e il ronzio del motore si interrompe. Mi avvicino per aiutarlo a spingere la sedia ma lui mi blocca con un gesto. "Faccio da me!" dice. E' strano, ha la stessa voce tremante e l'accento barese del mio nonno paterno... Comunque... Si alza a fatica. Mi indica un deambulatore e io glielo metto davanti. Lui lo afferra e s'incammina verso la camera da letto. Lo precedo e mi stendo sul letto. Nella camera c'è tutto l'occorrente: profilattici, viagra, pappagallo, bombola di ossigeno, defibrillatore... Sean supera la soglia. Sono eccitatissima, non sto più nella pelle. Mette da parte il deambulatore e raddrizza la schiena. Con un gesto deciso si sfila la dentiera e la getta via. Il cuore sembra volermi uscire dal petto. Si toglie gli occhiali. Mi accorgo che sta guardando verso il comodino, allora gli dico "Sono qui Sean". Volta la testa verso di me e sorride, mostrando il buco nero della sua bocca sdentata. Poi si avvicina, camminando da solo sulle sue gambe... si ferma ai piedi del letto... e... e slaccia la cintura della... della vestaglia... oh... poi, poi ne afferra i lembi... e la spalanca... La vestaglia scivola in terra... Io sono tutta un fuoco, mi sembra di morire... non riesco a staccargli gli occhi di dosso, osservo a bocca aperta il suo corpo pallido e rachitico e poi mi fisso lì, sul pannolone e... e mi sembra proprio che lì sotto si muova qualcosa! Forse il viagra non servirà!!!
Oh... oh mio dio... dottore, la prego... posso avere un bicchiere d'acqua?
25/05/07
Tre vodka lemon
Ho scritto il prossimo successo di Daniele Silvestri.
Tre vodka lemon è la mia quota giusta. Se vado oltre è tutto un po' rischioso. Tre è una quota che non guasta, si gusta. Anche il risveglio è meno doloroso.
Tre vodka lemon non danno problemi. La gravità è ancora una mia amica. Non mi serve arrivare agli estremi. Che poi a casa non ci ritorno mica.
Esta es la canciòn
del vodka lemon
un dos tres
el numero perfecto
Esta es la canciòn
de los borrachos
tres vodka lemon
por los muchacos!
Sì lo so, non sono mica scemo/ non ha un gran fascino questo vodka lemon/
non può competere con un cuba libre/ che già col nome ti porta nel caribe/
Pina colada, daiquiri, caipirinha/ solo a sentirli fa tutto un altro effetto/
ma rida poco chi tra sè e sè sogghigna/ che il vodka lemon merita rispetto/
Sì, ho capito, sei amante del mojito/ zucchero e menta ne fanno il favorito/
tu invece il rum lo preferisci secco/ e dopo il terzo vai giù come uno stecco/
Tu che beffardo sorseggi il tuo martini/ e la tua amica che trinca gin e tonic/
dopo mezzora lei è in bagno a far *******/ e tu piangendo canti Little Tony/
Stammi sentire, ti do solo qualche dritta/ meglio evitar certe combinazioni/
come il vino a seguire una birretta/ o quattro bianchi in mezzo a dei negroni/
Il vodka lemon, appunto come ho detto/ non sarà nobile, non sarà perfetto/
ma va giù come l'acqua fresca/ e dopo il terzo è tutta una gran festa.
Esta es la canciòn
del vodka lemon
un dos tres
el numero perfecto
Esta es la canciòn
de los borrachos
tres vodka lemon
por los muchacos!
Esta es la canciòn
del barista
si è rotto le bolas
e scende in pista!
Esta es la canciòn
del buttafuori
è entrato dentro
per farci tutti fuori.
OLE'!
Tre vodka lemon è la mia quota giusta. Se vado oltre è tutto un po' rischioso. Tre è una quota che non guasta, si gusta. Anche il risveglio è meno doloroso.
Tre vodka lemon non danno problemi. La gravità è ancora una mia amica. Non mi serve arrivare agli estremi. Che poi a casa non ci ritorno mica.
Esta es la canciòn
del vodka lemon
un dos tres
el numero perfecto
Esta es la canciòn
de los borrachos
tres vodka lemon
por los muchacos!
Sì lo so, non sono mica scemo/ non ha un gran fascino questo vodka lemon/
non può competere con un cuba libre/ che già col nome ti porta nel caribe/
Pina colada, daiquiri, caipirinha/ solo a sentirli fa tutto un altro effetto/
ma rida poco chi tra sè e sè sogghigna/ che il vodka lemon merita rispetto/
Sì, ho capito, sei amante del mojito/ zucchero e menta ne fanno il favorito/
tu invece il rum lo preferisci secco/ e dopo il terzo vai giù come uno stecco/
Tu che beffardo sorseggi il tuo martini/ e la tua amica che trinca gin e tonic/
dopo mezzora lei è in bagno a far *******/ e tu piangendo canti Little Tony/
Stammi sentire, ti do solo qualche dritta/ meglio evitar certe combinazioni/
come il vino a seguire una birretta/ o quattro bianchi in mezzo a dei negroni/
Il vodka lemon, appunto come ho detto/ non sarà nobile, non sarà perfetto/
ma va giù come l'acqua fresca/ e dopo il terzo è tutta una gran festa.
Esta es la canciòn
del vodka lemon
un dos tres
el numero perfecto
Esta es la canciòn
de los borrachos
tres vodka lemon
por los muchacos!
Esta es la canciòn
del barista
si è rotto le bolas
e scende in pista!
Esta es la canciòn
del buttafuori
è entrato dentro
per farci tutti fuori.
OLE'!
04/04/07
Quando la Verità viene a galla

Benvenuti alla nuova edizione di "Quando la Verità viene a galla... tira di nuovo lo sciacquone!", le notizie che non guardano in faccia a nessuno, anche perché le notizie non hanno occhi.
- Caso JFK. Dopo decenni di mistero in cui le più svariate teorie complottistiche si sono succedute senza sosta, la CIA ha finalmente deciso di fare chiarezza sulla morte del Presidente John Fitzgerald Kennedy: si trattò di suicidio.
- Apertura della Chiesa verso le unioni omosessuali: sono permesse, ma non al di fuori del monastero.
- Michael Jackson respinge per l'ennesima volta le voci di una sua presunta pedofilia e si dichiara profondamente sconvolto e imbarazzato. Per dimostrarlo ha già prenotato un intervento facciale che gli consenta di arrossire. Intanto si è venuto a sapere che la prima parola pronunciata dal figlio della nota pop-star fu "Aiuto!".
- Nipote dell'ex CT Marcello Lippi sottoposto a lavanda gastrica: aveva mangiato la coppa del nonno.
- Un gruppo di storici ha svelato che il vezzo di Napoleone Bonaparte di tenere una mano infilata nel panciotto era in realtà dovuto alle spropositate dimensioni del suo pene.
- A distanza di molti anni dall'uscita del film "Johnny Stecchino" emerge un curioso retroscena. Una battuta del film di Benigni fu modificata a seguito delle pressioni del Vaticano. "Ma quanto costano le banane a Palermo?" in origine infatti doveva essere "Ma quanto minchia costano le mele nell'Eden?"
- La Nasa smentisce una volta per tutte che l'allunaggio del 1969 fosse una montatura. Rivela però che il vero obiettivo della missione era di raggiungere Le Indie.
- Scandalo in una scuola: professoressa ripresa mentre fa lezione.
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