17/04/09

Peanolis

Certe volte salivamo alla pineta, quella di fronte alla scuola. Non è come la immagini, è una pineta di pochi alberi, il minimo sindacale. Una pinetina, ma ancora più piccola di quella dell'Inter. Quanti pini ci vogliono per fare una pineta?
Salivamo alla pineta perché lì c'erano le pigne, e dentro le pigne i pinoli. Non ci stavano ancora i drogati e gli spacciatori. O forse sì, ma avevano altri orari.
Andavamo a raccogliere i pinoli e tirare calci alle pigne. Capitava che le pigne cadessero dagli alberi, giù dritte sulla testa. Di questo però non sono certo. Colpa della botta, forse. Dare un calcio a una pigna, poi, può far male, soprattutto se è ancora fresca e piena.
Comunque, soprattutto, raccoglievamo pinoli. Rompevamo i gusci con un sasso e poi li mangiavamo. I pinoli, non i gusci. Non che mi facessero impazzire, e ancora adesso lo stesso. Sarà stato il gusto della ricerca. L'ebbrezza di procacciarci il cibo da soli. Per fortuna a casa ci aspettava un pranzo più sostanzioso.
Sì, perché ci andavamo certe mattine d'estate alla pineta. Quando il caldo spingeva le pigne giù dagli alberi, e noi su per la strada, fino all'ombra sempre fresca dei pini.

7 commenti:

Alessio ha detto...

Belle le sensazioni che trasmette questo racconto. Mi ricorda le atmosfere di una delle storie di Pazienza che amo di più, cioè "Una estate". Bravo!

gb ha detto...

anch'io lo facevo.
o forse guardavo altri farlo.
o forse l'ho visto fare una volta.
dove andavo a giocare c'erano non più di cinque pini.

Walter Giannò ha detto...

Salve. Il mio nome è Walter Giannò. Sto cercando un blogger con la b maiuscola che si occupi del citizen journalism della provincia di Messina per un progetto importantissimo a livello regionale, con sede a Palermo. Cerco una figura che si crei una redazione provinciale e che si occupi alla grande del provincial blog di Messina. Che ne dici? Per maggiori dettagli... rispondimi! walter.gianno@email.it

madmac ha detto...

onorato per l'offerta ma purtroppo, come può vedere, sono un blogger con la b minuscola.

ossimorosa ha detto...

sarai un blogger con la b minuscola, ma vai alla grande.
anche io voglio un provincial blog

Heike ha detto...

allora ti chiamerò bLOGGER, che la b rimane minuscola, ma tutto il resto è maiuscolo, come queste robe belle che scrivi.
Però scrivi, cazzo (non scrivere "cazzo").

emo ha detto...

com'è che qui una volta c'era un blog e ora non più?