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13/10/08

È un uccello?! È un aereo?! No...


È il Superenalotto, è venuto a salvarci. Da bravi italiani medi non parliamo d'altro. Già gli dedicavamo ampio spazio mesi fa, negli appiccicosi meriggi estivi, immaginandoci lontani dal tavolo da ping pong, magari in qualche lontana isola paradisiaca. E intanto snobbavamo le spiagge nostrane, sotto casa, troppo caldo, troppa gente, troppo mare. Ma con 45 milioni di euro prendi l'elicottero e vai alle 6 scelle, alle auai, a Panarea perfino, che costa caro e Lucio Dalla c'ha la casa.
Adesso i milioni sono 83 e comincia a sembrare uno di quei numeri da fumetto, da Paperone... un fantastiliardo! un megatrilione! un milione di posti di lavoro! Cifre indefinibili che fanno girare la testa.
Ci siamo ripromessi che chiunque di noi vincerà (perché sarà uno di noi a vincere, molto probabilmente io) donerà un milioncino a cranio a tutti gli altri, li amici. Tutti sistemati, tutti felici, potremo finalmente dedicarci a fare quello che ci piace di più: niente.
E dopo che avremo fatto tutto il niente possibile rimarrà ancora un ultraiperlione da investire.
Pensate quanto bene si potrebbe fare con tutti quei soldi. Che spreco.
Ecco alcuni dei miei piani:

- Acquisire una società di calcio e affidarla a Zeman fino alla sua morte. O a quella di tutti i giocatori.

- Far trasportare Alicudi e Filicudi più vicino alla costa sicula, per farle sentire meno isolate e accrescerne il valore.

- Ottenere un'intervista esclusiva in mondovisione con Paris Hilton per domandarle: "Ma tu, chi minchia sei?"

- Far accendere un fuoco vero sotto il pentolone di Maurizio Mosca

- Regalare una casa editrice a Makkox.

- Terminare la Salerno-Reggio Calabria e usarla per disputare corse clandestine di cavalli.

- Far capire a Bocchino che il nome non basta, ci vogliono i fatti. Prendi ad esempio la Carfagna... (questo non so quanto mi costerà)

- Dare un tetto ai senza tetto

- Dare tette alle senza tette

- Creare il primo circo a luci rosse, con contorsioniste nude, giocolieri con vibratori e clown truccati come Platinette.

- Scatenare una rissa a colpi di copricapo tra le guardie reali inglesi e le guardie svizzere

- Comprare la mafia e tasferirla in Francia. Nessuno prende sul serio un mafioso con l'accento francese, minchià!

- Far abortire Giuliano Ferrara.

- Chi più ne ha più ne metta (con Rocco Siffredi, Ron Jeremy, Selen e altre vecchie glorie)

Il problema (perché deve esserci un problema, non posso semplicemente vincere un fantastiliardo e finirla lì, no, sorge inevitabilmente la complicazione e in questo caso) si tratta degli alieni. Come ormai tutti sapranno martedì, cioè domani, giorno dell'estrazione del superenalotto, avverrà il primo contatto con una civiltà aliena. Questi extracomunitari fluttueranno per 72 ore nei nostri cieli diffondendo messagi pacifici e di fratellanza, ma scassandomi notevolmente i coglioni. Sono infatti pronto a scommettere (83 milioni di euro) che tutti saranno così presi da questa quisquilia da dimenticarsi di estrarre 'sti strafottutissimi numeri!
Alieni, verrete pure in pace, ma già vi siete fatti un nemico...

03/10/08

Certi cognomi non dovrebbero proprio esistere

Mi chiedo che reazione otterrei se chiamassi un ristorante per prenotare un tavolo a nome Bocchino.

20/03/08

...chi è che bussa a 'sto convento?

Vi lascio con uno dei classiconi di ogni blog che (non) si rispetti, e cioè una selezione delle chiavi di ricerca che hanno condotto alcuni utenti pazzerelli in questo luogo.

GRASSO È BELLO
battute sulle persone grasse
persone grasse con il cazzo di fuori
persone grasse paracadutismo (ora che ci penso non se ne vedono mai, è vero...)
blog contro le persone grasse (e pure un forum per organizzare meeting in cui linciare persone grasse!)
canzoni stupide sulle persone grasse
porno live grasse (solo su maxischermo)
alle ragazze piacciono i grassi (sìììì, ti piacerebbe...)

COSE UTILI
come uccidere mia sorella e farlo sembrare un incidente (putroppo sono figlio unico, ma dammi un po' di tempo per pensarci)
gomma da mettere sotto al cancello per non fare entrare le foglie (ah, se solo qualcuno la inventasse...)
il personal trainer della pausini (ascolta solo death metal)
suicidio vodka salvezza (l'ultimo bicchiere e me ne andròòòò)
paperino materassi collaudatore
parlare a rovescio da destra a sinistra (e a testa in giù)
il modo giusto per sverginare una ragazza (è farlo quando suo padre non è nei paraggi)
morto che richiede scarpe nei sogni
diarrea senza dolore (dove nessun anestesista si è mai spinto prima)
materiale organico nell ombelico
cose' l'esplorazione rettale (un gioco di società?)
canzone americana con rumore di sciaquone (ho il live)
tu donna partorirai con dolore+catene di sant antonio (se non spedisci questa lettera a 10 tue amiche partorirai 10 gemelli. pure se sei vergine.)

FILOSOFICI
ho studiato una vita per non conoscere la luce (con gravi danni alla vista)
sapere delle cose che nessuno sa
cose che le persone non possono sapere
cose che è meglio non sapere vedere
c'e' sempre il solo quando viene il sole c'e' sempre la notte quando viene la notte (coincidenze)

SOLO CON IO
la masturbazione mano controlaterale (standing ovation)
masturbarsi in autobus (per prendere alla sprovvista il controllore)
masturbazione con la suola delle scarpe (purché siano scarpe da calcio)
la msturbazione provoca l' alitosi (ma no, è che ho fatto colazione con una cipolla intera... giuro...)
quando è da solo mette la mano dentro il pannolino e si masturba (l'orgoglio di papà!)

PERVERSIONI
la mia prima sculacciata (bei ricordi...)
il nudo integrale di gattuso gennaro
adorare i piedi di gattuso gennaro (dopo 90 minuti di partita più recupero)
muratore tra le cosce (e la cazzuola in mano)
mia sorella a pecorina (viva la famiglia!)
grandi labbra show (uno spettacolo imperdibile)

VARIE
minetti annalisa kickboxing (furia cieca!)
rime su rocco siffredi (uhmmm... se vedi nudo Rocco Siffredi/ più lo guardi più non ci credi)
e fu subito sera

16/01/08

Gabibbo


Mi sono appena reso conto che il Gabibbo è un gigantesco cazzone.

31/08/07

Autunno all'Oviesse


Le mezze stagioni esistono ancora, nei negozi di abbigliamento, nei grandi magazzini.
Gironzolo tra gli scaffali colmi di felpe, maglie e giubbotti, alla disperata ricerca di un pantaloncino superstite, sfuggito fortunosamente al raid degli impiegati.
L'aria è fresca e rigenerante. Sento in lontananza il bramito dei cervi. Muovendomi piano, seminascosto dalle giacche di pelle, mi par di vederne uno muoversi tra i tronchi. Poi il mio sguardo si perde, oltre il reparto per Signori Grandi Taglie, giù nel pendio acceso dal fogliame già dorato degli alberi.
La mia attenzione è rapita dalle maglie a righe col cappuccio e da uno scoiattolo che si è immobilizzato al mio approssimarsi. Accenno un passo e lui sparisce in un attimo tra le fronde e le cravatte.
Mentre cammino con cautela, per non calpestare i primi funghi di stagione, guardo fuori, oltre le vetrine, vedo i vecchietti accasciarsi uno dopo l'altro come tessere del domino, vittime dei 40° all'ombra.
E m'incanto dinanzi allo spettacolo della natura.

18/07/07

Per favore, ammazzate la signora!


Quando scrivo, spesso mi perdo nei dettagli.
Da lettore/spettatore intransigente sono solito fare le pulci alle storie che mi capita di leggere/vedere. In realtà non in modo maniacale, se il valore degli altri aspetti che completano l'opera è alto, riesco anche a chiudere un occhio per certi buchi e mancanze.
Ma quando scrivo io, mi massacro, non mi perdono niente e per questo, oltre che per altri mille tristi motivi, mi blocco. Mi pianto lì come Simone Inzaghi post-Marcuzzi (sì, riciclo perfino le battute che già non erano divertenti la prima volta). Non ho nemmeno la costanza di stare a sbattermi il cranio sul tavolo finché non trovo la soluzione. No, rimugino distrattamente per 5 minuti e poi lascio perdere per una settimana.
Così c'è questa ricca signora che esce al pomeriggio dalla sua villa, alla guida della sua mercedes, per andare a fare qualcosa da ricca, tipo un trattamento in un salone di bellezza. E c'è questo killer, che magari si è nascosto nel sedile posteriore dell'auto o magari la aspetta da qualche parte, che la deve far fuori facendolo sembrare un incidente. Come?
Probabilmente tramortirà la donna e spingerà l'auto giù da un precipizio.
Ma se qualcuno di voi trova un modo più originale, ma comunque plausibile, gli presento mia sorella (che assomiglia come una goccia d'acqua a Monica Bellucci) o mio fratello (il sosia sputato di Colin Farrell).

* precisazione per eventuali editori o responsabili di redazione: ovviamente, se un giorno lavorerò per voi, mi ingobbirò sul foglio senza un attimo di respiro, saltando i pasti senza un lamento o un attimo di esitazione, dando il massimo, dritto fino alla meta in tempi record, con una determinazione degna di Chuck Norris.

09/07/07

Toro Rosso non avrai il mio scazzo

Sto bevendo una rebbull.
Che so' mesi che non scrivo un cazzo, c'ho 'ste trame che non tramano, 'sti inizi che non iniziano, 'sti finali che non finalizzano tipo Simone Inzaghi post-Marcuzzi. Tutta roba vecchissima che sta nella cartelletta "Scritti" ma di scritto c'è ben poco.
Di scritto c'è che sono uno zombie pigro, uno che ordina il cervello a domicilio, un cadavere non ambulante. Ce l'ho scritto dietro gli occhi spenti, che si chiudono in un sonno stancante più spesso di quanto dovrebbero. Ce l'ho scritto nel respiro che sospira fiacco. Nei miei lagnosi soliloqui, nei miei flebili incitamenti.
E mi giustifico ripetendomi che è colpa dell'estate, dimenticando che prima accusavo la primavera.
Allora ho comprato la rebbull cercando un miracolo. Con la rebbull le idee diventano soggetti, i soggetti diventano sceneggiature, i racconti trovano la fine e magari perfino il romanzo si rimette a marciare.
Io la rebbull l'ho bevuta solo una volta, mille anni fa, quando era una novità. Allora girava voce che la taurina venisse estratta dallo sperma di toro, ma non è mica vero. Spero.
La rebbull fredda sa di piscio caldo, e già questo sa di miracoloso.
La rebbull m'ha fatto venire l'emicrania.
La rebbull è una delusione. Tu preghi che ti faccia riprendere il ritmo, che ti doni un po' di magia, UN PO' DI MUSICA!
E lei ti mette Leali.

01/07/07

Quel che estate


Luglio. Per tutti è estate. Già da dieci giorni è estate.
Ma non per me.
Non che io lavori, fatichi, impegni le mie giornate. Ormai lo sapete, mi occupo solo di cazzate.
No, niente a che vedere con le ferie, il problema è privato, personale. Io non mi attengo alla data ufficiale, il solstizio, che per tutti voi è l'inizio della bella stagione. Non me ne faccio una ragione, non è quello il vero cominciamento del periodo estivo. E' solo uno l'evento, il grande momento con cui si entra nel vivo, che dà avvio alla festa, testa alta e lancia in resta.
E' l'esplosione di colori in quella scatola dall'anima grigia, una visione improvvisa, la camminata leggera sulla battigia, la sabbia platino, la pelle d'oro, l'onda che si frantuma in bianca spuma, le forme morbide come dune di un deserto, un tesoro scoperto, una sinfonia di beltà, un sorriso, un miraggio, promesse non dette.
Due belle tette.
Quanto vorrei fendere il mare dritto e sicuro come un siluro, sentire ogni muscolo duro mentre avvisto la costa, remar senza sosta, affondar la pagaia nel blu, sempre più avanti, ormai pochi istanti prima di saltare giù, abbandonar la canoa, tuffarmi finalmente dentro lo spot dei solari Bilboa.
E invece niente, quest'anno è ancora latitante, nessuna notizia.
Senza lo spot Bilboa per me l'estate non inizia.

10/05/07

A me gli occhi


Io gli strabici non li posso guardare in faccia.
Ma non perché li odii o non li consideri degni di vivere come pari tra il resto del genere umano. Semplicemente perché non ne sono capace, non so dove cazzo guardare.
Ci provo, quando sono impegnato in una discussione con uno di loro, a sostenerne lo sguardo e le mie pupille cominciano a rimbalzare da destra a sinistra come palline da ping pong in una finale olimpica tra cinesi. E a quel punto comincio a temere che il tizio si accorga della mia difficoltà e distolgo lo sguardo.
Dev'esserci un modo.
Nella maggior parte dei casi, i tizi con gli occhi storti, in realtà, di storto ne hanno solo uno. Il problema è trovarlo.
Che se l'interlocutore ti sta perfettamente di fronte, faccia a faccia come in un duello western, allora è facile: con un occhio ti fissa mentre l'altro è rivolto verso il culo di una ragazza che passa a 100 metri di distanza. L'occhio sbilenco è chiaramente quello che guarda te. Ma se malauguratamente il tizio sta di trequarti, è la fine. Senza l'aiuto di compasso e squadretta è quasi impossibile capire e a nessuno fa piacere avere il compasso piantato nel bulbo oculare.
Quindi devo rassegnarmi e prendere atto di questo mio lato sgradevole e discriminante.
Riuscirò ancora a guardarmi allo specchio con dignità?
Sicuro, mica ho gli occhi storti, io.

29/04/07

Messo l'ultimo punto


Messo l'ultimo punto alla prima stesura.
In sottofondo c'erano The Arcade Fire, il primo album, capolavoro.
Che hanno fatto pure un secondo album, capolavoro.
Quasi speri che non ne facciano un terzo per paura che non sia un capolavoro. Che poi rimani deluso. Com'è successo con The Cooper Temple Clause. Che vi è preso ragazzi? Ridurvi a una brutta copia degli Snow Patrol, mai me lo sarei aspettato...
E mi ritrovo così senza più un gruppo preferito, che se qualcuno mi ferma e mi chiede "Qual è il tuo gruppo attuale preferito?", per es. mi ferma Lucignolo che sta sempre sulla notizia, mi vede e subodora che qualcosa non va, si avventa su di me con questa domanda scottante e sono fottuto... Non posso più dire Cooper Temple Clause che poi la gente va a sentire l'ultimo album e ci faccio na figuremmerd.
Magari gli dico Death Cab For Cutie, o Okkervil River che tanto Lucignolo che cazzo ne sa... o magari invento proprio un nome di sana pianta, tipo The Last Word Of A Mimo o The Zanzaras e ne esco alla grande.
E cerco Zanzaras su google, che non dovrebbe esistere, ed invece.
Messo l'ultimo punto alla prima stesura.
Lo lascio un po' a riposare e ascolto Neko Case per stare tranquillo, che è quella dei New Pornographers, hai presente Lucignolo?
E cerco foto di Neko Case che non l'ho mai vista in faccia e ne trovo una in cui vedo molto più della faccia.
Non me l'aspettavo.

18/04/07

La mano del pollo


Cosa si prova a essere Il Pollo?
Be', potrei mentire e dire che è una buona cosa essere consapevoli del proprio ruolo, avere una certezza.
Ma sarebbe una stronzata.
Essere Il Pollo è brutto. E riconoscersi come tale è ancora peggio. Beato il pollo che ignora la sua condizione e affronta ogni momento della sua vita con la spavalderia di un galletto.
Eppure i segnali ci sono, basta saperli cogliere.
Il Pollo è l'unico ad avere la dote, invece che in fiches, in patatine. E quando tutti fanno cip, a lui viene spontaneo fare chicchirichì.
Eh, si cerca di sdrammatizzare, ma la situazione è tragica. Il Pollo, come il condannato a morte, ha il destino segnato. Si sa che finirà spennato. Magari una volta su mille gli va pure bene, arriva la grazia. Ma meglio non contarci troppo.
Però Il Pollo è ostinato, ogni volta ci ricasca, crede di poterla spuntare.
Ma sì, non ha poi tutti i torti... La ruota gira. Finalmente arriva il momento giusto anche per lui. Se entrano le carte c' è poco da fare, non importa che tu sia pollo o gazzella, comincia a godere.
E quando quelle quattro bellezze ti sfilano tra le dita come un'apparizione, desiderabili come nessun'altra donna vestita potrà mai essere, be', cazzo, è fatta! Non puoi perdere!
Guardate e schiattate! Alla facciazza vostra!
...
...
Allora lo vedi che sei proprio un pollo?...

09/04/07

Ultimo controllo

- Pallone?
- C'è.
- Frisbee?
- C'è.
- Guantoni da beisboll?
- C'è... stanno.
- Palla da beisboll?
- Sì.
- Racchettoni?
- Presenti.
- Palletta di gomma?
- Palletta...
- ...
- ...
- Palletta di gomma?
- Sembrerebbe che...
- Parla più forte.
- Manca.
- Ripetere, prego, ripetere. Passo.
- Palletta di gomma assente. Passo.
- Niente palla di gomma per i racchettoni? Chiedo conferma, chiedo conferma, passo.
- Confermo, manca una palla.
- Rientro alla base.
- Ma che minchia dici?
- No, andate voi, davvero, non me la sento di andare allo sbaraglio così, senza un minimo di organizzazione. Siamo sempre i soliti. I soliti italiani. La solita Italia. Un paese nel caos.
- E tu che farai?
- Boh... guarderò Domenica In...
- Ma se è lunedì.
- Eh eh, ma l'ho registrato! Sono uno organizzato, io...

30/03/07

Quattro passi

Quasi quasi esco.
Oggi c'è il sole. Forse stavolta la primavera fa sul serio e il sole c'è per restare. Oggi non c'è neanche vento. I rami del pino in giardino oscillano appena. Sembra la mattinata adatta per fare quattro passi.
O magari vado al centro e mi compro le scarpe. Le scarpe servono per camminare. In realtà no, servono di più gambe e piedi, ma in quanto uomo moderno con una certa ipersensibilità plantare necessito di calzature. Però, prendere la macchina, cercare parcheggio, girare i negozi, scegliere le scarpe... Un'altra volta magari, con più tranquillità, che ormai è già tardi.
Meglio uscire a fare quattro passi... due, facciamo due passi. Sgranchire le gambe, pensare. Ho tante a cose a cui pensare, tipo... be', ne ho così tante che mi è difficile scegliere. Se mi metto a pensare a una cosa va a finire che ne trascuro un'altra importante, magari più importante, magari fondamentale.
Meglio passeggiare e non pensare a niente. Faccio un giro del quartiere, sgranchisco le gambe. Non troppo però, che mi fanno sempre male. Temo di avere le ginocchia di Ronaldo. Se azzardo un passo di tip-tap mi saltano via tutti i legamenti. Devo andarci cauto. Faccio due passi qua fuori, nella mia strada. Però è in salita. Il lato buono è che il ritorno sarebbe in discesa. Però prima devo salire. Potrei cominciare scendendo ma dubito che riuscirei a tornare a casa.
Ma cosa vedo lì, a nord? Sono forse nuvole che insidiose si avvicinano minacciando il sole? E non è il pino scosso da sussulti più violenti? L'imberbe primavera rischia forse di soccombere per l'ennesima volta sotto le zampate dell'ostinato inverno? Disdetta!
Lo so come va a finire, esco e si mette a piovere. Sono reduce dall'influenza, mi becco una ricaduta. Ho mal di gola e il vento mi sarebbe fatale. Potrei uscire e non tornare più, collassare in strada, stritolato dall'impeto della tempesta, travolto dalle auto.
In tv fanno il nuoto. Mi piace il nuoto. Sto a casa e guardo il nuoto. Mi piace lo sport.
Sono uno sportivo.

19/03/07

Storie di poliziotteria

Milano, Napoli, Torino, tre storie brevi per chi non ha tempo da perdere.

15/03/07

Per cambiare il mondo. Ma solo se avete lo scontrino.


C'era una volta The Negazine. The Negazine era una webzine che io e altri fantastici individui concepimmo (senza unirci sessualmente) e partorimmo (senza melodrammi e urla di dolore, un parto da veri uomini) alcuni anni fa (più di 3 ormai, cazzarola). Era una webzine rivoluzionaria, probabilmente per questo fallì presto, prestissimo. Comunque, tagliando corto, uno dei tocchi di classe del sito erano gli slogan che apparivano a random ogni volta che veniva caricata una pagina. L'autore principale di queste perle, insieme al sottoscritto, era il buon Kayoken, alias Toru Watanabe, alias Rubens, alias La terza Lecciso, il mio gemello del gol e compagno di comici deliri e piani per la conquista del mondo (presto lo linkerò, anche se non so bene cosa).
Perché tutto questo discorso? Perché ora, per la gioia dei grandi e piccini, vi piazzo qualcuno di quegli inarrivabili slogan!

THE NEGAZINE - Dove l'ironia è di casa ma non paga l'affitto.
- Annuisce quando parlate.
- Ci appassionano i filmati delle vostre vacanze.
- Per gettare un occhio sul mondo e vedere se rimbalza.
- Divertente come il sesso ma senza i preliminari.
- E' da qui che partono tutte le catene di Sant'Antonio.
- Vi farà guadagnare autostima con un sicuro metodo piramidale.
- Dove le idee vanno eroicamente a morire.
- Stava meglio quando si stava meglio.
- Opinioni importanti su cose stupide, riflessioni stupide su cose importanti.
- Vi informa subito se vede vostra sorella in giro con qualcuno.
- Non nega un tozzo di pane agli assetati.
- Vi ama più di vostra madre, ma ama vostra madre più di voi.
- Un magazine operaio.