26/04/07

The Lost Art Of Compilation

Tutto sommato la scomparsa di Max l'ho superata bene. Ho avuto quasi subito la consapevolezza che la roba lì immagazinata e andata persa era, più o meno facilmente, recuperabile.
Soltanto stamattina però, rovistando nel mio hard disk superstite in cerca di un po' di musica, ho realizzato che tra le vittime devo annoverare anche un oggetto fondamentale per me: la cartella contenente le mie canzoni preferite. Raccolta scrupolosa di poche decine di brani, maturata nel corso di anni, dopo una severa e meticolosa selezione.
Dovete sapere che io sono un listomane. Ultimamente ne sto uscendo, a fatica, ma ne sto uscendo. Credo che per me le liste siano un modo per mettere in riga (anzi, in lista) le mie astruse fantasticherie. Cazzeggio metodico.
Ma soprattutto, io sono un cultore della compilation. Sono convinto che realizzarne una non sia un lavoro da prendere sotto gamba e ottenere un risultato soddisfacente non è alla portata di tutti. La compilation ha bisogno di un tema, un filo conduttore e deve seguire un certo andamento. Non si improvvisa, a meno che il tema della compilation non sia "Improvvisazione".
Creare una compilation è un'arte.
The Lost Art Of Compilation.
Mesi fa ne ho realizzato qualcuna per degli amici che gestiscono un locale e sono stato preso dalla febbre da compilation, ne sfornavo una dietro l'altra, non riuscivo a fermarmi (e adesso quelle opere d'arte giacciono sotto un mucchio di altra robaccia senza valore!)
Comunque... quella cartella andata persa conteneva il lavoro di una vita, la raccolta che sarebbe sfociata nella compilation definitiva, la MIA compilation. O meglio, le MIE, visto che essa era a sua volta divisa in due sottocartelle: una chiamata "blue", contenente i brani più languidi, tenebrosi, sentimentali e deprimenti, destinati a bruciarsi in una compilation catartica, quella da mettere su quando piove e il tuo cane ti ha lasciato, la tua fidanzata ti ha licenziato e il tuo capo è morto. E la seconda sottocartella contenente semplicemente "tutto il resto".
Ora che tutto ciò è andato perduto mi trovo a constatare con inquietudine un paio di cose.
Che di queste mie canzoni preferite ne ricordo davvero pochissime. Non ho smarrito solo un elenco, ma anche la memoria stessa di certe cose, canzoni, a cui credevo di tenere.
E che le poche che ricordo stavano tutte nella cartella "blue".






5 commenti:

IL GABBRIO ha detto...

non so perché, ma mi ha stimolato il concetto di una compilation chiamata "improvvisazione".

Se la compilation si chiamasse "improvvisazione", credo che sarebbe la più difficile di tutte, almeno per il concetto di improvvisazione che ha uno che studia improvvisazione jazz da un decennio, quasi. si tratterebbe di prendere uno stato d'animo preponderante e, nel giro di pochi attimi (pochi attimi, e non un'attenta riflessione, diciamo in tempo reale, come avviene per la musica), sfornare una sequenza di almeno dieci brani che esprimano un filo logico in sintonia con la sensazione scelta. Credo che "improvvisare" una compilation sia questo (almeno secondo il concetto di improvvisazione jazz : D )...
potrebbe essere un esercizio divertente!!!
chissà una compilation chiamata " a casaccio..."
: )

madmac ha detto...

allora, affidandomi alla tua definizione di improvvisazione, ammetto che una compilation simile non sarei in grado di farla. mentre quella "a casaccio" ad occhi chiusi, e avrebbe anche un suo perché ma sarebbe molto rischiosa :D

IL GABBRIO ha detto...

ah, nemmeno io la saprei fare!!! ; )

cetri ha detto...

L'incarnazione di Rob Fleming, forse?

Finirai a stilare la lista delle cinque liste che vorresti ti sottoponessero.
E' un caso grave. Stupendamente stupendo, ma grave.

madmac ha detto...

sì, in effetti sa molto di "Alta fedeltà", solo che io non riesco a fare graduatorie, mi limito alle liste