13/04/07

Thursday Night Blues


Esci che è tardi. Tardi per i tuoi standard.
Ti metti in auto, da solo, e ti dirigi al Centro. In una città spalmata sulla costa e che straborda sui colli, il concetto di Centro è molto vago.
In auto neanche accendi la radio, perché sai che il giovedì sera può capitare di passare per strade quasi deserte e quasi silenziose, e coglierne i rumori, mentre con due dita governi il volante, è una di quelle distrazioni innocue che ti mantengono caldo. Avevi pure pensato di uscire a piedi, passare per la scalinata buia che taglia un bel pezzo di strada e che da bambino ti faceva paura. Ancora oggi, quando ti capita di passarci, combatti con te stesso per rallentare il passo. Alla fine hai preso l'auto e una manciata di minuti dopo l'hai posteggiata in una traversa.
Colto la traversa, hai sfiorato il palo... questa è sfortuna signori, lo vedete bene.
Non ti chiedi se dovresti temere l'incessante ronzio della tua mente. I pensieri sono mosche che vagano, vorticano e sbattono in cerca di una via d'uscita. Poche riescono a superare il vetro e prendere il volo. No, del ronzio non ti preoccupi, ti fa compagnia mentre cammini nelle strade tranquille della notte di un giorno feriale.
Superi il gorilla e sei nel Locale. Due secondi e già ti chiedi che ci stai a fare. Pochi amici, che si vedono appena. Uno che va già a casa, uno che raccoglie bicchieri vuoti, un altro che lascia sciogliere il ghiaccio nel negroni, concentrato a fumare.
Bevi una birra sul primo gruppo, ragazzini che fanno casino e saltano come rockstar con i loro compagni di scuola. Chissà quanto sembrano fighi agli occhi di quelli, chissà che adolescenza felice. Meglio per loro, potresti dire. E invece li invidi soltanto.
Bevi un'altra birra che sembra acqua sul secondo gruppo, il clou della serata. Bevi per forza, per mandare giù la voce gracchiante del cantante e i suoi stupidi versi. Il gruppo non suona male, ma non basta. Proprio non basta. Non resisti più, prendi la giacca ed esci senza salutare nessuno, ché non hai voglia di cercare. Porti la bottiglia con te.
Esci da lì che è presto. Presto per i tuoi standard.
In auto infili la bottiglia tra le cosce, sta su bella dritta che potresti sputarci dentro e fare centro. Ti fermi vicino ad un raccoglitore per il vetro, versi l'acqua colorata sull'asfalto e ti disfi del corpo.
Torni a casa che non hai ben capito.
Senti solo, sopra il ronzio, il solito disco rotto: "Devo andarmene da qui, devo andare via..."

8 commenti:

makkox ha detto...

Questo è un pezzo, cazzo!
Questo è un pezzo, perdio!
Questo é un Fottuto, Fottuto,
P E Z Z O.
Angelo.
Non il naufrago.
Non R&G.
Questo è il pezzo che mi DEVI dare.

Ekkekkazzo ci voleva? Basta sventrarsi e tirare la roba fuori col cucchiaio.

Mak.

madmac ha detto...

:O
cazzo, ora che lo guardo bene è un pezzo, un fottuto pezzo, cazzo! :D

makkox ha detto...

hehehe... mi sono fatto prendere.

Touchè

Sono un coglione.
Sorry ;-)

Mak

madmac ha detto...

maddeché cazzo :D
almeno ora mi è più chiaro cosa avevi in mente

emo ha detto...

Bello bello. Complimenti.

madmac ha detto...

grazie emo

IL GABBRIO ha detto...

uff...mi è saltata la connessione per qualche giorno...comunque faccio ancora in tempo per dire che è un bel pezzo, bravo!!!

philippewinter ha detto...

cazzo, come la conosco questa storia...
(e mi 'ndi ìa! mah... embè?)