13/11/07

Beati sono gli sceneggiatori di fiction


Ci sono molti modi in cui potrei e vorrei scrivere questo post, che ha come obiettivo il sottolineare che immane porcheria fosse la fiction su Rino Gaetano, trasmessa su rai1. C'è il modo dettagliatamente analitico, argomentato, obiettivo. Ma avrei bisogno di una mezzoretta di isolamento mentale per buttarlo giù, e nella casa in cui sto non è possibile, soprattutto a quest'ora. Ci sarebbe il modo incazzato e sbrigativo, che mi tenta moltissimo.

Poi c'è il modo in cui lo sto scrivendo, di getto, disordinato, istintivo. Il fatto è che non c'è granché bisogno di analizzare approfonditamente la fiction, perché è sotto gli occhi di chiunque con un minimo di discernimento che schifezza fosse e quanto poco avesse a che fare col personaggio, anzi no, con la persona al centro della storia. E non serve nemmeno stare a parlare delle mastodontiche libertà che gli autori si sono presi nel narrare e nell'inventare di sana pianta episodi della vita del cantautore calabrese. Non serve, perché quello è solo un tizio che hanno deciso di battezzare Rino Gaetano, è solo una questione di omonimia.

Quindi, adesso che abbiamo svelato l'arcano (pensavate fosse quel Rino, invece era suo cugino), rassereniamoci e passiamo in rassegna le caratteristiche principali di questo personaggio che gli sceneggiatori (cinque, dico, ben CINQUE menti illuminate! non oso immaginare quali dinamiche "creative" hanno portato alla nascita della meravigliosa opera) hanno creato. Il loro Rino Gaetano è alcolizzato, drogato, insensibile, ingenuo, idiota, sfigato, maniaco depressivo, pezzo di merda, puttaniere, fantoccio, infantile, egoista, viscido, deprimente. Insomma, uno che a scuola nessuno voleva come compagno di banco. Uno che, se lo incroci per strada fai finta di non conoscere. Quel tipo di essere umano, come dire... Una merda.

Vogliamo poi parlare delle isolate e originali trovate registiche?

Vogliamo ricordare come nella didascalia finale sia stato omesso che il cantante, a seguito dell'incidente per cui sarebbe morto, fosse stato respinto da ben cinque ospedali della capitale?

No, meglio di no. Limitiamoci solo a ricordare le tette delle due protagoniste femminili e niente più.

Sipario.

12 commenti:

gb ha detto...

parlare male delle fiction di rai uno è come sparare a quelli che dicono:"è come sparare sulla croce rossa".

madmac ha detto...

non so, era la mia prima esperienza nel campo. ma so che fare un buon lavoro era una cosa elementare, quindi il risultato mi fa ancora più incazzare

Scuola di ladri ha detto...

io non l'ho neanche guardata, oramai le fiction rai mi fanno scendere le palle a tal punto che poi non riesco nemmeno a camminare

skiribilla ha detto...

Sottoscrivo tutto quello che hai detto, madmac. Una cosa da vergognarsi.
E ho anche letto da qualche parte che gli sceneggiatori sono convintissimi di aver reso in pieno la vera essenza di Rino Gaetano, pure essendosi presi "qualche" licenza.
Beati loro che non capiscono un cazzo.

yngnrjnwrrnrynwr ha detto...

Non capisco perché non mandare direttamente un bel pornazzo in prima serata, invece di fare le tette col telefilm intorno...

madmac ha detto...

@sdl, che te frega se non riesci a camminare, tanto vivi spalmato sul divano (come me del resto)?

@skiri, però almeno c'è un lato positivo. se un giorno saremo alla disperazione, senza lavoro, sappiamo già che alla rai danno una possibilità proprio a chiunque.

@abs, perché è un mondo malato

Anonimo ha detto...

ma c'è qualcuno a cui è piaciuta? eh? dov'è il contraddittorio!
vittozzo

prova a chiedere a del noce.

CaccaSpray ha detto...

fortuna che le lacune della tv italiana verranno presto colmate dalle fantastiche commedie natalizie di boldi e de sica al cinema..

ossimorosa ha detto...

Era la mia prima fiction. Presa da sconforto, da stanchezza e dalla ricezione del solo canale raiuno mi sono detta che me la potevo anche guardare. Ancora adesso mi chiedo perché.
Fortuna che le tizie hanno tette e corpo scolpito, altrimenti poveracce. E lo dico da donne con tette eh.

makkox ha detto...

Bah... non l'ho vista, ma non per snobbismo. Dopo Sandokan feci voto di non sporcare con null'altro le mie retine benedette.
:)
M.

Bruno ha detto...

Neanche io ho una particolare passione per le fictions. Però, attratto dall'argomento, ho provato a resistere più del solito davanti allo schermo e, alla luce di ciò, devo contraddirti: infatti, lo sceneggiato non è stato affatto "una" merda, bensì "due", perché sono riusciti a tirarlo per ben due puntate!
Ma perché stupirsi? Questa è la televisione dei nostri tempi. La Televisione facile, quella nella quale non ci si sforza nemmeno a tentare di usare in modo corretto i congiuntivi, quella del tipo di programmi presentati dal marito di Maurizio Costanzo cha fanno schifo perfino a mia nonna novantaquattrenne (allora mi domando, a chi mai dovrebbero piacere?!), quella dei plastici delle case valdaostane nelle quali, ogni tanto, ti viene in mente che tra le altre cose in quella faccenda un bambino è stato ammazzato come una bestia. E potrei andare ancora avanti ma, dato che non voglio approfittare dell'ospitalità, mi fermo qui. Ogniuno ne tragga le proprie considerazioni.
Così ho parlato. Augh!

madmac ha detto...

hai ragione, c'è poco da stupirsi, ma era così difficile rovinare quel personaggio, ci si doveva proprio mettere d'impegno (cosa che evidentemente gli autori hanno fatto), che il risultato mi ha colpito particolarmente.